NON E' LA PRIMA VOLTA CHE SENTIAMO LAMENTELE PER LA VICINANZA DI CACCIATORI ALLE ABITAZIONI MA ORA ESAGERIAMO...

Il seguente fatto è accaduto recentemente ed è stato regolarmente denunciato

La già difficile situazione di “convivenza” tra cacciatori e residenti a Campo Ascolano ha subito una svolta dopo i fatti accaduti il 4 novembre 2006 nei pressi di Vicolo Turano, in cui a rimetterci è stato un cane, a causa di assidui cacciatori che durante la settimana – ma soprattutto durante i weekend – si dilettano con il proprio “hobby” in luoghi abitati, ignorando i residenti che usufruiscono degli spazi verdi recandovisi con i propri bambini e i propri cani.

Questo non è proprio per niente un deterrente per i cacciatori, i quali, con l’arroganza che li contraddistingue, si ostinano a praticare la caccia noncuranti della pericolosità e del rischio ai quali espongono persone inermi, disarmate e legittimate a frequentare gli spazi della propria zona di residenza.

Il cane Pluto fortunatamente sta bene, anche se ha dovuto subire l’amputazione della zampa anteriore sinistra grazie ad una fucilata esplosa a distanza molto ravvicinata. Ciò porta all’evidente considerazione che questi individui armati sparano con estrema disinvoltura e assoluta noncuranza di quello che può esserci nelle vicinanze, considerato anche che Pluto si trovava a 20 metri dalla propria casa e, cosa ancor più grave, a 10 metri dai suoi padroni!

Questo comportamento dura ormai da parecchi anni; speriamo davvero che questo episodio sia l’ultimo, e che la gente si renda finalmente conto del grave pericolo che corre, e che non continui più a chiudersi in un atteggiamento di sfiducia e rassegnazione, ma reagisca coinvolgendo le autorità competenti e il Sindaco, in quanto diretto responsabile dell’incolumità dei propri cittadini.

 Alla luce di questi fatti esortiamo i cittadini TUTTI a lamentare e denunciare qualunque episodio che abbia come protagonisti degli individui armati che, per proprio diletto, vagano e sparano nelle vicinanze delle abitazioni, in modo da non perdere il grado di civiltà necessario per una tranquilla convivenza e per il rispetto della libertà di movimento altrui.

Andrea Palmesino  

 Campo Ascolano   Novembre 2006

 

 

Qualcosa doveva succedere. Ed è successo.

Pluto, cagnetto meticcio di proprietà, come di consueto gironzolava all'interno della macchia mediterranea di fronte alla sua abitazione seguito ad una decina di metri dal proprietario.

Una fucilata a bruciapelo, fortissima, vicinissima ha mirato il suo corpicino e la sua zampetta anteriore sinistra è stata letteralmente spazzata via. Stupore, sgomento e disperazione del padrone che lo ha soccorso e portato in clinica non prima di aver allertato carabinieri e forestale.

Oggi Pluto sta bene anche se gli manca completamente l'arto; il proprietario ha dovuto affrontare una ingente spesa, imprevista, ma per il suo Pluto ha sostenuto questo sacrificio.

Lo spiacevole avvenimento è accaduto in un contesto dove inermi cittadini vorrebbero passeggiare in tutta serenità e tranquillità nella macchia prospiciente le abitazioni di Campo Ascolano, località nota per le 'dune' e per la macchia mediterranea che, qualche metro più avanti, è considerata zona protetta.

Per questo motivo viene regolarmente frequentata tutto l'anno dai turisti amanti del mare grazie alla mitezza del clima, mentre i residenti vorrebbero godersi quel fazzoletto di verde con i cani, con i bambini, con gli amici; ma il timore e spesso la paura prevalgono sul piacere di gustarsi questo spazio poichè questo micro pezzetto di terra è frequentato anche da cacciatori.

Alcuni di questi abitano proprio in loco, altri vengono da fuori, uno di questi si è presentato con boria ed alterigia qualificandosi come presidente di una nota associazione venatoria (di cui ovviamente conosciamo nome e cognome) come se ciò lo rivestisse di autorità e supremazia.

E' agghiacciante pensare che un tuo vicino di casa potrebbe avere scaricato la sua arroganza, tracotanza e repressa aggressività su un cane forse scambiato per una lepre, forse nel tentativo mal riuscito di farlo allontanare in quanto ritenuto di disturbo alla sua 'nobile' attività.

In entrambi i casi prevale lo sconcerto sia perchè l'avere scambiato il cane per una lepre porta a pensare che quel fucile sparerebbe a tutto ciò che si muove, sia perché l'aver preso di mira il cane per farlo allontanare senza fargli male fa sorgere il dubbio sulla buona mira del cacciatore, e fa affiorare la certezza che quel fucile sia in pessime mani.

Si è però propensi a credere che volesse invece eliminarlo per dargli una lezione chissà...e non c'è da stupirsi vista l'inciviltà con cui il cacciatore spadroneggia, fa i propri comodi in barba alla legge vigente seminando paura tra i residenti solo perchè il legittimo possesso della sua arma gli fa emergere quella virilità assopita facendolo sentire insolente e prepotente tanto da imporre alla gente la propria discutibile presenza.

Gonfio di tanta vanagloria il colpevole non si è costituito, se ne è guardato bene, da buon vigliacco si è reso conto che quell'arma che quando imbraccia gli dà l'ebrezza dell'intoccabilità, dell'inattacabilità, dell'invincibilità, quella stessa arma non lo avrebbe protetto dalle accuse di violazione delle distanze di sicurezza, disturbo alla quiete pubblica, maltrattamento di animali e quant'altro.

In realtà l'essere che ha commesso questo atto gravissimo è, con o senza arma, un pusillanime.

 

I cittadini                                                    Campo Ascolano (Pomezia – RM)   Novembre 2006