Pubblichiamo queste considerazioni di Beppe Grillo perchè ben descrivono anche la nostra città di Pomezia:
La
finestra rotta, dall’inglese 'broken window', descrive un comportamento
sociale. Se viene spaccata la finestra di un edificio è probabile che ne verrà
spaccata un’altra. Se le finestre rotte sono due le probabilità che se ne
aggiunga una terza aumentano. Se la finestra è invece riparata, il processo di
solito si ferma.
L’Italia è il Paese delle finestre rotte. Ogni volta che una nuova finestra
viene danneggiata c’è subito la fila per:
- romperne un numero illimitato
- trovare una giustificazione per il nuovo comportamento antisociale
- e, se necessario, legalizzarlo
La legalizzazione del comportamento antisociale, detto più semplicemente reato,
dipende dalla sua dimensione. Più gente pratica il reato, più è probabile che
il Parlamento legiferi per renderlo ammissibile, o almeno non punibile.
Di norma però questo non è necessario. E’ sufficiente alzare il livello di
tolleranza. Oppure inserire dei procedimenti di natura burocratica per bloccare
eventuali rimostranze e denunce. Se qualche ingenuo cittadino protesta gli vanno
spiegate le regole della convivenza incivile. Dargli del populista, demagogo,
qualunquista aiuta. Pretendere l'applicazione della legge nel caso in cui non
sia rispettata in Italia è un esercizio antidemocratico, un po’ fascista.
Ogni giorno si esplorano nuove vie, nuove finestre rotte. I pionieri, se
riescono a fare proseliti, diventano persone di successo, intoccabili. Talvolta
latitanti. Può succedere che gli siano perfino intitolate piazze e vie. E siano
chiamati statisti.
L’italiano è antropologicamente affascinato dalle finestre rotte tranne in un
caso: quando la finestra rotta è sua. Ma, in questo caso, dopo l’indignazione
iniziale, si rassegna e va alla ricerca di una pietra.