Torvaianica: la piscina sepolta

 In principio era l’acqua…domani sarà la terra a riempire la piscina olimpionica dell’ex centro sportivo di via Zara a Torvaianica, sito in disuso da decenni. Più che di disuso si deve parlare di degrado, e del peggiore immaginabile, tanto che è diventato una spina nel fianco per l’abitato di Torvaianica.

La piscina olimpionica sarà prossimamente riempita di terra, saranno murati gli accessi nei locali sottostanti la vasca, sarà bonificata l’area dai rifiuti ingombranti depositati tutto intorno e successivamente sarà sbarrata e recintata, poi verranno piantate delle essenze arboree sulla terra di riempimento della grande vasca per trasformarla in giardino.

Questa è, in sintesi, l’ordinanza nr. 17 del 25 marzo 2005 del sindaco di  Pomezia Stefano Zappalà che pone il sigillo ad una situazione incresciosa che si trascina da decenni. Si è giunti a questo anche per la recente segnalazione trasmessa al comune di Pomezia dal comandante della stazione dei carabinieri di Torvaianica, luogotenente Pippo Bisignani, che ha evidenziato come il sito sia diventato il nascondiglio di numerosi soggetti ricercati, pregiudicati e di molti clandestini dediti a varie forme di criminalità. D’obbligo a questo punto il deciso intervento del sindaco Zappalà a tutela dell’ordine pubblico e della pubblica igiene, visto l’evidente degrado ambientale generatosi nel tempo, complice anche l’idiozia di alcuni cittadini avvezzi ad abbandonare rifiuti ovunque, pur di disfarsene.

Che peccato arrivare a questa drastica decisione; ma come mai nessuno ha pensato prima al recupero di questo centro sportivo? Realizzato nei primi anni settanta, abbandonato nei primi anni ottanta, costò alcuni miliardi di lire, soldi pubblici dei cittadini!

Eppure c’è pronto da più di due anni un mutuo dell’Istituto del Credito Sportivo del CONI  di 1.050.000,00 euro per il recupero e la ristrutturazione, oltre a 250.000,00 euro messi a disposizione dalla provincia di Roma, e c’è anche un progetto approvato dal Comitato Nazionale del CONI che omologa la piscina per le competizioni nazionali ed europee, escluse solo quelle olimpiche. E ciò smentisce tutte le denigranti voci che considerano questa piscina qualche decina di centimetri più corta, tanto da dichiararla fuori regola.

Da più di un anno ci sono stati continui solleciti ai consiglieri comunali di Pomezia per stimolarli a prendere in considerazione il problema ed inserirlo all’ordine del giorno di un consiglio comunale per la  discussione ed una conseguente decisione.

Oltretutto ci sono state varie convocazioni della commissione lavori pubblici con il punto all’ordine del giorno, ma nulla è stato deciso in merito. Non c’era la volontà o mancavano le capacità? Oppure, dando per scontato il possesso di volontà e capacità dei nostri consiglieri comunali, quali sono i motivi per i quali nulla è stato fatto in merito? E se ci sono stati dei validi motivi per giustificare tanto disinteresse verso un bene pubblico, patrimonio della città, perché non vengono chiaramente divulgati?

Forse sarebbe opportuno un accertamento delle responsabilità  ed effettuare una verifica nei verbali delle sedute della commissione lavori pubblici  per capire dove e come si sia verificato l’intoppo,  visto che i solleciti del sindaco Zappalà su questo tema risalgono a più di un anno fa, al marzo 2004.

Ma se non usciranno fuori i veri motivi , andrà bene lo stesso anche così, perché i cittadini di Pomezia potranno essere i testimoni di un evento storico: la sepoltura di una piscina olimpionica.

La cittadinanza commossa ringrazia i propri consiglieri comunali.

                                                                                                            Mario Campo