Riceviamo da una cittadina per e-mail e pubblichiamo affinchè il Sindaco non dimentichi:
lettera al sindaco Enrico De Fusco (del Comune di Pomezia):
Egr. Signor Sindaco
ci appelliamo a lei affinché possa dare la giusta attenzione ai nostri rilievi che segnano ancora una volta la
speranza che il riconoscimento degli stessi non affoghino nel mare solito dell’indifferenza.
Noi crediamo che il rispetto e il riconoscimento reciproco dei propri diritti e doveri, nell’ambito e non solo,
della convivenza civile e del territorio, alimentano il risveglio civico delle coscienze che altrimenti, vista la
progressiva regressione del nostro abitare, si stanno insuperbendo in un interminabile oblio collettivo.
Assistiamo con ammirazione che, (specialmente negli ultimi anni), Torvaianica si sta rinnovando e sta diventando
sempre di più, una méta ambita da chi ama il mare e da chi spende ben volentieri le ferie e le vacanze estive.
E’ impensabile però, che la forza di ripresa e la valorizzazione di
questo luogo, concentrata nel centro di Torvajanica, non riesca purtroppo, a tonificare con la stessa energia
propositiva, la vasta area limitrofa che va da “Corsetti” (citato qui come punto di riferimento) in poi, verso
Marina d’Ardea.
In questo tratto si assiste a una grossa differenziazione:
non ci sono posti di ritrovo né di ristoro.
Esisterebbe già un giardino, solo se l’erba che vi può crescere fosse curata e l’illuminazione impiantata.
Persone anziane, bambini e soprattutto i giovani adolescenti non hanno qui punti di riferimento.
Allora cercano di adattarsi ad esempio, nell’unico punto tranquillo e di riferimento è il cosiddetto “muretto” in
via____________________ di fronte al rivenditore alimentare.
Nelle vie parallele alla litoranea e, quindi nelle vie interne alle abitazioni, non ci sono dossi costruiti per
rallentare le corse feroci dei soliti e (ahinoi) numerosi comunque “pirati” della strada. In quelle vie, come
ovvio, escono dai cancelli le categorie “più deboli” bambini e anziani” dove possono venire investite come se
niente fossero. Non ci sono marciapiedi sul lungomare né guardrail che consentirebbero il transito pedonale dei
bagnanti più sicuro e fuori da ogni bersaglio automobilistico (citare qui di recente l’investimento e la morte di
Numa).
Pertanto la preghiamo di intervenire e di dare riscontro e conforto alle nostre richieste e siamo certi della sua
comprensione e, nella viva speranza che lei comunque, non mancherà a trovare rimedi e soluzioni efficaci.
Seguono firme