Sabato 17 Giugno 2006
"ARTICOLO DEL MESSAGGERO"
Le costruzioni previste sopra la condotta del depuratore. Ma il Commissario annullò i
nullaosta
Licenze edilizie, atti sequestrati
Torvaianica: inchiesta sulle concessioni per 26 villette e 17 alloggi
di MOIRA DI MARIO
Blitz degli agenti della Polizia municipale di Pomezia ieri mattina nell'ufficio Urbanistica del Comune.
I vigili urbani, su delega del Pm della Procura di Velletri Giuseppe Travaglini, hanno infatti sequestrato
tutti gli atti relativi alle concessioni edilizie per la realizzazione di 26 villette e 17 appartamenti tra
via San Paolo e via Romania a Torvaianica, che sarebbero sorti sulla conduttura del depuratore
di via Zara.
L'indagine, appena avviata, si riferisce a due autorizzazioni rilasciate il 9 giugno e il 6 settembre dello scorso
anno da due Commissari ad acta nominati dalla Regione Lazio. Concessioni poi sospese dal Commissario
straordinario del Comune, Francesco Avellone. Nonostante l'ordinanza dell'Ufficiale di governo il
23 maggio scorso la ditta appaltatrice dei lavori iniziò ugualmente lo scavo del cantiere, bloccato poi il giorno
successivo dagli agenti della municipale. Un fermo che sarebbe avvenuto forse indipendentemente
dall'ordinanza di Avellone.
Durante i lavori di scavo, infatti, saltò fuori la conduttura del depuratore di via Zara e diversi pozzetti
dell'impianto. Insomma, autorizzazioni edilizie rilasciate dalla Regione che tuttavia ottenne il consenso
dell'Ufficio edilizia privata del Comune per costruire sopra la tubatura del depuratore municipale.
Possibile che gli uffici non sapevano dove passava la condotta dell'impianto? Una domanda alla quale solo le
indagini avviate dal sostituto procuratore Travaglini potranno fornire una risposta.
Intanto già lo scorso anno e poi di nuovo tre mesi fa la dirigente municipale alla
Pianificazione urbanistica e alla Gestione del territorio, Anna Ferrazzano, aveva espresso parere sfavorevole
al rilascio delle due concessioni, elencando una lunga serie di motivi che impedivano la costruzione
delle villette e degli appartamenti. Secondo la dirigente l'area, a destinazione agricola, si trova al di
fuori del cosiddetto perimetro urbano, è inoltre a ridosso del fosso di Pratica di Mare e vicinissima alla zona
archeologica dove è stato rinvenuto il santuario del Sol Indiges. Dove la leggenda, ma anche gli archeologi,
vogliono che Enea appena sbarcato in Italia fece il suo primo sacrificio, in segno di riconoscenza
agli dei per essere approdato su una terra ricca d'acqua e di cibo. Sempre secondo la Terrazzano, inoltre, le
concessioni sarebbero state rilasciate senza aver acquisito il parere paesaggistico e idrogeologico.
Da qui la decisione del Commissario Avellone di sospendere i due nullaosta.
Sulla vicenda il 12 maggio scorso era intervenuto anche l'assessore regionale all'Ambiente, Angelo Bonelli, che
aveva chiesto ad Avellone chiarimenti sulle autorizzazioni, suggerendo inoltre la loro sospensione.
Oltre alle segnalazioni di Bonelli e degli ambientalisti, sul tavolo di Travaglini era infine approdata anche la
denuncia di una cittadina di Torvaianica che aveva chiesto al pm di far luce sulle due concessioni.