E' spaventoso sentir parlare di ultima generazione come per dire ... tutto risolto !
E'
questo il messaggio che danno la maggior parte dei media sottoposti a
pressioni da parte di chi li paga per dire ciò che non è. Il nucleare
di terza generazione o di ultima, come vogliamo chiamarlo, ha gli
stessi rischi delle precedenti generazioni. Forse qualche percento in
meno di possibilità che accadano incidenti ma pur sempre rischio. Di
incidenti lievi negli ultimi anni, mesi ne sono accaduti tanti.
Le TV ci dicono ... di lieve entità ! Ma cosa vuol dire un incidente di
lieve entità quando parliamo di radiazioni ? Capiamo una ferita
lieve cosa vuol dire ma una contaminazione lieve che siginificato ha ?
Forse serve a dire a chi è stato contaminato che se dopo qualche
anno muore di morte non naturale non è certo che sia accaduto a causa
della contaminazione lieve ?
Da un articolo tratto
dall'Indipendent di Londra del 24 Febbraio 2009 sembrerebbe addirittura
che i rischi delle nuove centrali non siano affatto trascurabili
Leggete:
ANSA
24 Febbraio 2009 18:44 Nucleare:
incidenti? Nuove centrali piu' rischiose, Independent LONDRA -
Le centrali nucleari di nuova
generazione - che la Gran Bretagna sta progettando di costruire e che
sono già in fase di realizzazione in Francia e in Finlandia - sono
più pericolose, in caso di incidente, di quelle vecchie che
andrebbero a sostituire. A rivelarlo è un'inchiesta del quotidiano
britannico 'The Independent', che ha ottenuto una serie di documenti
interni all'industria del nucleare dai quali emerge che, sebbene i
nuovi European Pressurised Reactors (Epr) siano meno esposti al
rischio di guasti, nel caso si verificasse un incidente la
fuoriuscita di radiazioni sarebbe molto maggiore e potrebbe fare
anche il doppio delle vittime. Un rapporto redatto dalla società
francese Edf rivela che l'emissione di isotopi radioattivi di bromo,
rubidio, iodio e cesio sarebbe quattro volte maggiore rispetto alla
fuoriuscita che si verificherebbe in un reattore tradizionale. Un
altro studio della società di smaltimento di scorie radioattive
Posiva Oy sostiene invece che l'emissione dell'isotopo iodio 129
sarebbe addirittura sette volte maggiore. Un terzo dossier, redatto
dalla Swiss National Co-operative for the Disposal of Radioactive
Waste conclude invece che la fuoriuscita di cesio 135 e cesio 137
sarebbe maggiore di 11 volte. A rendere i nuovi Epr più pericolosi
in caso di incidente, spiega il giornale, è il fatto che sono stati
progettati per bruciare il combustibile nucleare ad una velocità
doppia rispetto a quelli attuali, modificando la natura stessa del
carburante. Oltre alla Finlandia e alla Francia, dove due reattori di
nuova generazione saranno realizzati in Normandia, ad essere
interessate alla costruzione degli Epr sono la Gran Bretagna, dove
quattro reattori verrebbero realizzati dalla Edf in Somerset e nel
Suffolk e l'India, che ne vorrebbe costruire sei.
LINK: http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_901940844.html
Con il nucleare non si scherza perchè gli incidenti lievi... sono tanti e quelli gravi pochi, rari ma disastrosi e a danno soprattutto delle generazioni future che pagano le nostra colpe.
Volete
vedere l'elenco degli incidenti NOTI, visto che ci sono anche quelli
coperti da segreto militare ? Sotto un elenco aggiornato al 11
Novembre 2008
1952 Chalk River (Canada). L'errore di un tecnico provocò una reazione che portò alla semidistruzione del nocciolo del reattore.1952 Usa. Un incidente con reattore Argon. 4 morti accertati.1955, febbraio,
Atlantico. La nave appoggio Fori-Rosalie della Royal Navy affonda
nell'Atlantico 1500 recipienti contenenti ciascuno una tonnellata di
residui atomici a 1.600 Km dalle coste inglesi e a 2.000 metri di
profondità.10 marzo 1956 - Mar Mediterraneo.
Un bombardiere B-47 precipita nel Mediterraneo con a bordo due capsule
di materiale fissile per la realizzazione di bombe nucleari.27 luglio 1956
- Gran Bretagna. Un bombardiere B-47 in Gran Bretagna slitta sulla
pista e va a colpire un deposito contenente sei bombe nucleari.1957, ottobre. Windscale
(GB). Fusione del nocciolo (l'incidente più grave che possa accadere in
una centrale). Il reattore viene inondato. Fuga di radioattività pari
al 1/10 della bomba atomica di Hiroshima. La nube radioattiva arriva
fino in Danimarca. La radioattività su Londra si eleva 20 volte oltre
il valore naturale (Londra dista da Windscale 500 km). Il consumo di
latte è vietato in un raggio di 50 km (ogni giorno vengono gettati
600.000 litri di latte).7 ottobre 1957 -Sellafield
(Gran Bretagna) (scala Ines 5). Nel complesso nucleare di Windscale in
Gran Bretagna, dove si produce plutonio per scopi militari, un incendio
nel nocciolo di un reattore a gas-grafite (GCR) genera una nube
radioattiva imponente. I principali materiali rilasciati sono gli
isotopi radioattivi di xenon, iodio, cesio e polonio.La nube attraversa
l’Europa intera. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause
ricondotte all’incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato
potrebbe essere sottostimato.Settembre 1957 -
Kyshtym (Unione Sovietica) (scala Ines 6). In una fabbrica di armi
nucleari negli Urali, una cisterna contenente scorie radioattive prende
fuoco ed esplode, contaminando migliaia di chilometri quadrati di
terreno con una nube di 20 milioni di curie. Il rilascio esterno di
radioattività avviene a seguito di un malfunzionamento del sistema di
refrigerazione di una vasca di immagazzinamento di prodotti di fissione
ad alta attività. Vengono esposte alle radiazioni circa 270mila
persone. Si stimano per le conseguenze dell’incidente oltre 100 morti.1958 Usa. Un incidente a Oak Ridge: 12 persone investite dalle radiazioni.1958 zona Urali (Urss).
Catastrofe nucleare a causa dell'esplosione di un deposito di scorie
radioattive. Centinaia di morti. Decine di migliaia di contaminati.
Migliaia di km ancora oggi recintati.3 gennaio 1961
– Idaho Falls (USA). A seguito di un incidente in un reattore
sperimentale di Idaho Falls negli Stati Uniti, muoiono tre tecnici.4
luglio 1961 – URSS. La fuoriuscita di radiazioni per un guasto al
sistema di controllo di uno dei due reattori di un sommergibile atomico
sovietico provoca la morte del capitano e di sette membri
dell’equipaggio.1961, 4 luglio. URSS. La
fuoriuscita di radiazioni per un guasto al sistema di controllo di uno
dei due reattori di un sommergibile atomico sovietico provoca la morte
del capitano e di sette membri dell’equipaggio.1964 Usa. Incidente al reattore Wood River: un morto.1964 Garigliano (Italia). Guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore. Si è andati vicino alla catastrofe.5 dicembre 1965
– Isole Ryukyu (Giappone). Un jet militare americano A-4E con a bordo
una bomba all’idrogeno B-43 scivola in mare da una portaerei
statunitense vicino alle isole giapponesi Ryukyu.17 gennaio 1966
– Palomares (Spagna). Un B-52 statunitense con quattro bombe
all’idrogeno B-28 entra in collisione con un aereo cisterna durante il
rifornimento in volo. I due aerei precipitano e tre bombe a idrogeno
(bombe H) cadono nei pressi di Palomares, mentre la quarta cade in
mare. L’esplosivo di due delle tre bombe, a contatto col suolo, detona
spargendo su una vasta area plutonio e altro materiale radioattivo. In
tre mesi vengono raccolte 1.400 tonnellate di terra e vegetazione
radioattiva che vengono portate negli Stati Uniti. Mentre i militari
statunitensi sono forniti di tute protettive, gli spagnoli continuano a
vivere tranquillamente e a coltivare i terreni. Un monitoraggio
effettuato nel 1988 su 714 abitanti ha rivelato in 124 di loro una
concentrazione di plutonio nelle urine di gran lunga superiore ai
livelli normali.5 ottobre 1966 – Detroit
(USA). Il nucleo di un reattore sperimentale situato in un impianto
vicino a Detroit si surriscalda a causa di un guasto al sistema di
raffreddamento1966 Ottobre, Lagoona Beach (Usa).
Alcune piastre di protezione si staccano e bloccano il circuito di
raffreddamento del reattore autofertilizzante Enrico Fermi (61 Mw) per
cui si ha surriscaldamento; il dispositivo di arresto automatico non
funziona; il reattore riprende la sua attività soltanto nel 1970; e nel
1972 viene fermato definitivamente.1967 Trino Vercellese (Italia).
Fessurazione di una guaina d'acciaio di una barra di combustibile con
conseguente chiusura della centrale per 3 anni. Per buona parte di
questo tempo la centrale ha scaricato nelle acque del Po trizio
radioattivo.1967 Francia. Fusione di elementi
combustibili nel cuore del reattore di Siloe (Grenoble). Ciò provoca la
liberazione di Iodio 131 e Cesio 137 nell'acqua di raffreddamento del
reattore. Si liberano gas radioattivi nell'aria. 21-01-68 Groenlandia
un B-52 si schiantò sul ghiaccio a pochi chilometri dalla base militare
di Thule, sulla costa nord-occidentale della Groenlandia (territorio
danese), la base più settentrionale delle forze armate americane,
centro nevralgico del sistema di radar che proteggevano il paese
durante la guerra fredda.A bordo del bombardiere c’erano quattro
bombe atomiche. Tre vennero recuperate, una non venne mai trovata,
nonostante le ricerche anche sottomarine. L’incidente fu tenuto segreto
per 40 anni.1968 Den Haag (Olanda). Per un «errore
tecnico» si libera nella centrale Up 2 del materiale radioattivo. La
radioattività nell'aria della città supera di 100 volte i limiti
«accettabili».1968 Gennaio, Chooz (Belgio). Grave
incidente nel reattore ad acqua leggera. La riparazione è durata 2 anni
e 2 mesi. Nel 1970 il reattore è guasto di nuovo.10 marzo 1968 – Oceano Pacifico. Il sottomarino K-219 affonda nel Pacifico. A bordo ha tre missili nucleari e due siluri a testata nucleare.27 maggio 1968 – Oceano Atlantico. Un sottomarino statunitense con a bordo due siluri a testata nucleare affonda nell’Atlantico.21 agosto 1968
– Groenlandia. Un B-52 statunitense precipita in Groenlandia. Tre bombe
all’idrogeno che si trovavano a bordo esplodono e 400 grammi di
plutonio-239 si disperdono nell’ambiente. L’area viene successivamente
bonificata da oltre 500 uomini inviati dalla Danimarca e da 200
militari statunitensi. Nei venti anni successivi, 100 dei danesi che
avevano partecipato all’intervento si ammalano di cancro, altri di
gravi malattie tra cui la sterilità.1968 Agosto, Brenìllis (Spagna). La centrale si blocca completamente. La riparazione è durata 3 anni.1968 Francia. Il reattore di Monts Arreé si arresta per un incidente. Periodo di riparazione: 3 mesi.1969 Garigliano (Italia). Sette arresti alla centrale per guasti.1969, febbraio.
Latina (Italia). Arresto alla centrale di Latina per mancanza di
alimentazione alla strumentazione (a marzo si avrà ancora un grosso
guasto alla stessa centrale).1969, gennaio. Lucens (Svizzera).
Dopo sole 7 ore di funzionamento si ha surriscaldamento con rottura di
guaine ed infiltrazione di acqua contaminata nel sotterraneo. La grotta
contenente la centrale è stata murata definitivamente.1969 Germania. Per fessurazioni molteplici delle turbine il reattore Gundremmingen sul Danubio viene chiuso per 3 anni.1969 Usa. Incendio nel reattore di Rocky-Flats. Durante l'incendio si perde plutonio.17 ottobre 1969
– San Laurent (Francia). Un errore nelle procedure adottate per la
gestione del combustibile provoca una fusione parziale a un reattore
nucleare raffreddato a gas.1970 Belgio. Altro incidente nel cuore del reattore di Chooz.1970 Chicago (Usa). L'impianto Edison perde 200.000 litri di acqua contaminata.1970 Usa. Il reattore da 600 Mw Dresden 2 sfugge completamente al controllo per 2 ore per un guasto ad una apparecchiatura di controllo.12 aprile 1970
– Oceano Atlantico. Il sottomarino sovietico K-8 affonda nell’Atlantico
con a bordo due reattori e due siluri a testata nucleare.1971 Den Haag (Olanda). Rottura di un tubo per il convoglia-mento di acqua radioattiva.1971 Kansas.
Si scopre che la miniera di sale scelta per lo stoccaggio delle scorie
radioattive, al riparo dell'acqua, è piena di buchi e l'Aec (Ente
americano per l'energia nucleare) è costretto a improvvisare dei piani
di stoccaggio in superficie.1971 Francia. Fournier
rivela in «Charlie Hebdo» n. 14 che un tecnico del centro nucleare di
Saclay ha tentato, due anni prima, di suicidarsi dando fuoco al
laboratorio in cui lavorava.1972 Francia. Due
militanti del gruppo ecologico «Survivre et vivre» scoprono che più di
500 fusti di residui radioattivi su 18.000 conservati all'aperto al
centro di ricerche nucleari di Saclay, hanno larghe fenditure che
lasciano così sfuggire la radioattività.1972 Francia. Un operaio portoghese che non conosce i segnali di pericolo lavora parecchie ore in una sala irradiata del centro di Saclay.1972 Francia. Ancora al centro di Saclay sfuggono dieci metri cubi di liquidi radioattivi.1972 USA.
Due lavoratori nell'impianto di Surry muoiono per l'esplosione dei tubi
di un sistema di sicurezza mentre ispezionano tubi già difettosi.1973 Hanford (Usa).
La Aec ammette che nei 15 anni precedenti si sono verificati 15
incidenti in cui si sono liberati liquidi radioattivi per un totale di
1.600.000 litri.1973 Marzo, Chinon (Francia).
Arresto definitivo della centrale nucleare di Chinon I, dopo soli 11
anni di funzionamento. Di fatto la centrale ha mosso le turbine per
43.000 ore, ossia per 5 anni.Aprile 1973 – Isole Hawaii
(USA). Fuga radioattiva nel sottomarino statunitense Guardfish alle
Hawaii. Cinque marinai dell’equipaggio vengono contaminati dalle
radiazioni.1973 Settembre, La Hague (Francia). Fuga di gas radioattivo. 35 lavoratori sono contaminati di cui 7 gravemente.1973 Settembre, Windscale (GB). Nell'officina di ritrattamento si ha un rigetto di radioattività. 40 lavoratori sono contaminati.1973 Novembre, Hanford (Usa).
Si ha la diciassettesima fuga di liquidi radioattivi. Gli accumuli di
plutonio in una fossa vicino alla città sono così grandi da rendere
possibile una reazione a catena.1973 Dicembre, Usa. Di 39 reattori, negli Usa, 13 sono fuori servizio. Brown's Ferry lavora al 10%, Peach Botton al 2%, Connec 2 al 20%.1973 Den Haag (Olanda).
35 addetti agli impianti sono intossicati (7 in modo molto grave). Nubi
di gas radioattivo si diffondono per 15 minuti sulla campagna.1974 – Mar Caspio. Fonti di stampa segnalano un’esplosione in un impianto atomico sovietico a Shevchenko, nel Mar Caspio.1974 Aprile, Austria.
Qualcuno contamina volontariamente il treno Vienna-Linz con Iodio 131 e
Iodio 113. Dodici persone vengono ricoverate. Gli autori dell'attentato
non sono mai scoperti.1974 Maggio, Casaccia (Italia). Si spacca un recipiente contenente plutonio. Non si sa altro.1974 Maggio, Usa.
L'Usaec comunica che 861 anomalie si sono prodotte nel 1973 nei 42
reattori in funzione; che 371 avrebbero potuto essere serie e che 18 lo
furono realmente (di cui 12 con fuga di radioattività).1974 Usa.
Una nube radioattiva di trizio si forma per una fuga di gas da un
condotto della centrale di Savannah Mirex, in Carolina. La nube va
lentamente alla deriva ad una altezza di 70 metri.1974 Francia.
A 60 anni dall'avvio di una fabbrica di radio, nonostante il suo
smantellamento, si libera ancora una radioattività significativa.
L'acquirente del terreno di Gyf-sur-Yvette sul quale la fabbrica è
situata scopre in vari punti fonti radioattive che superano 50 volte la
dose massima consentita.1974 Usa. Da
un'inchiesta risulta che più di 3.700 persone che avevano accesso ad
armi atomiche hanno dovuto essere licenziate. Motivi: demenza,
decadimento intellettuale, alcolismo.1974 Belgio.
L'acqua della condotta Visé, captata nel Pletron, contiene da 2 a 3
volte più radon 22 (gas radioattivo) del massimo ammesso per una
popolazione adulta vicina ad una centrale.1975 Gennaio,
Usa. Viene ordinata la chiusura di 23 reattori per guasti nel sistema
di raffreddamento, vibrazioni anormali e piccole fughe di gas
radioattivo.Inverno 1974/75 – Leningrado
(URSS). Una serie di incidenti viene segnalata nell’inverno tra il 1974
e il 1975 presso la centrale nucleare di Leningrado, in Unione
Sovietica. Tre morti accertati.1975 Marzo, Brown's Ferry (Usa).
Per cercare correnti d'aria nella cabina di comando della centrale
viene usata una candela che appicca il fuoco a tutti i cavi elettrici
bloccando tutti i sistemi di sicurezza. Si riesce a rimediare
fortunosamente (per un resoconto più dettagliato di questo grave
incidente vedi il «Corriere della sera» del 2/7/1977, p. 3.). Secondo
il calcolo delle probabilità questo incidente può verifi-carsi in un
caso su mille miliardi!1975, 19 novembre. Germania.
Muoiono 2 operai nel reattore di Gundremmingen. I due dovevano riparare
una valvola. Escono 4 litri di vapore radioattivo ad una pressione di
60 atmosfere e ad una temperatura di 270°C.22 novembre 1975
– Mare Mediterraneo. Una portaerei e un incrociatore americani entrano
in collisione nel Mediterraneo a causa del mare agitato. Come in altri
casi non è accertata, ma probabile, la fuoriuscita di materiale
nucleare in seguito all’incidente.7 dicembre 1975
– Lubmin (Repubblica Democratica Tedesca). Un cortocircuito
nell’impianto della Centrale di Lubmin, sul litorale baltico nella
Germania Orientale, provoca una parziale fusione del nucleo del
reattore.1976 Gennaio, Germania. Sempre a
Gundremmingen la neve caduta in abbondanza spezza le linee elettriche
che convogliano l'energia prodotta nel reattore. Questo, spento con la
procedura d'emergenza, fu soggetto ad una tale pressione interna che le
valvole di sicurezza si aprirono e liberarono vapore radioattivo.1976 Windscale (GB). Il reattore contamina di Iodio 131 centinaia di miglia di territorio.1976 Ottobre Tallin
(Urss). Salta in aria una centrale atomica sotterranea: almeno cento
persone sono morte. Le autorità sovietiche negano ma dopo il 25
ottobre, e per una settimana almeno, il quotidiano russo ha pubblicato
una decina di necrologi ogni numero (Per un resoconto più dettagliato
di questo incidente vedi «Panorama» de 30/11/1976, p. 145.).1977 Bulgaria.
Nella centrale di Klozodiy, a causa di un terremoto, salta la
strumentazione di controllo del reattore. Grazie ai tecnici che sono
riusciti a fermare la reazione, l’Europa ha evitato conseguenze
gravissime.1977 Aprile, El Ferrol (Spagna). Fuga radioattiva. Più di 100 persone contaminate.1978 Maggio, Caorso (Italia). Il
giorno del collegamento della centrale con la rete elettrica (26 maggio
'78) si sono avute fughe limitate nel reparto turbine. Ci sono valvole
che non tengono, strutture portanti, come i tiranti che sostengono i
tubi del gas radioattivo, mal progettati con calcoli sbagliati.28 marzo 1979
- Three Mile Island (Harrisburgh, Usa) (scala Ines 5). Il
surriscaldamento di un reattore, a seguito della rottura di una pompa
nell’impianto di raffreddamento, provoca la parziale fusione del nucleo
rilasciando nell’atmosfera gas radioattivi pari a 15mila terabequerel
(TBq). Vengono evacuate 3.500 persone.7 agosto 1979
– Tennessee (USA). La fuoriuscita di uranio arricchito da una
installazione nucleare segreta provoca la contaminazione di oltre 1.000
persone. Vengono registrati nella popolazione valori di radioattività
fino a cinque volte superiori alla norma.Agosto 1979
– Erwin (USA). Oltre 1.000 persone vengono contaminate a seguito di una
fuga radioattiva in un centro di ricerca nucleare, fino ad allora
rimasto segreto, a Erwin, negli Stati Uniti.Marzo 1981
– Tsuruga (Giappone). 280 persone vengono contaminate a causa di una
fuga di residui radioattivi nella centrale di Tsuruga, in Giappone. Un
mese dopo le autorità comunicano che 45 operai sono stati esposti a
radioattività nel corso delle operazioni per la riparazione della
centrale.1982 USA. Nella centrale di Giuna, uno dei tubi del sistema refrigerante sì fessura e scarica acqua bollente radioattiva.1982 USA.
Dopo l’incidente di Giuna si scoprono in altre sette centrali oggetti
di metallo dimenticati nelle condotti. Molti impianti sono così fermati
perché ritenuti poco sicuri.Novembre 1983 –
Sellafield (Gran Bretagna). Lo scarico di liquidi radioattivi nel Mare
d’Irlanda provoca la reazione di cittadini ed ecologisti, che
sollecitano la chiusura della centrale nucleare di Sellafield, in Gran
Bretagna.10 agosto 1985 – URSS. Un’esplosione
devasta il sottomarino atomico sovietico Shkotovo-22: muoiono dieci
membri dell’equipaggio esposti alle radiazioni.6 gennaio 1986
– Oklahoma (USA). Un operaio muore e altri 100 restano contaminati a
seguito di un incidente che si sviluppa in una centrale atomica in
Oklahoma, negli Stati Uniti.26 aprile 1986 -
Cernobyl (Ucraina) (scala Ines 7). L’incidente nucleare in assoluto più
grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provoca la fusione
del nucleo del reattore e l’esplosione del vapore radioattivo, che
sotto forma di una nube pari a un miliardo di miliardi di Bequerel si
disperde nell’aria. Centinaia di migliaia di persone, soprattutto nella
vicina Bielorussia, sono costrette a lasciare i territori contaminati.
L’intera Europa viene esposta alla nube radioattiva e per milioni di
cittadini europei aumenta il rischio di contrarre tumori e leucemia.
Non esistono ancora oggi dati ufficialie definitivi sui decessi
ricollegabili alla tragedia.1986, 4 maggio
(una settimana dopo il disastro di Chernobyl). Hamm-Uentrop, Germania
Ovest. Un esperimento in un impianto da 300 megawatt THRT-300 PBMR
(reattore a letto di sfere) nella Germania Ovest ha causato la
fuoriuscita di materiale radioattivo dopo che uno dei letti di sfere è
stato immesso nel condotto utilizzato per portare carburante al
reattore. Il tentativo di rimuovere l’ostruzione creatasi ha
danneggiato il condotto e causato il rilascio di radionuclidi.
Radiazioni sono state misurate per circa due kilometri intorno al
reattore.6 ottobre 1986 – Oceano Atlantico. Il sottomarino K-219 affonda nell’Atlantico con 34 testate nucleari a bordo.1989 Finlandia. Avaria nel sistema di controllo nella stazione di Olkiluoto.1990 Germania. Infiltrazione di tritio nella stazione nucleare di Kruemmel.1991 Finlandia. Spegnimento manuale dovuto ad un incendio nella stazione di Olkiluoto.1991 Germania. Incidente durante il rifornimento di carburante nella stazione di Wuergassen.Febbraio 1991 – Mihama (Giappone). La centrale riversa in mare 20 tonnellate di acqua altamente radioattiva24 marzo 1992
– San Pietroburgo (Russia). A seguito della perdita di pressione
nell’impianto di Sosnovy Bor nei pressi di San Pietroburgo, fuoriescono
e si disperdono in atmosfera iodio e gas radioattivi.Novembre 1992
– Forbach (Francia). Un grave incidente nucleare causa la
contaminazione radioattiva di tre operai. I dirigenti dell’impianto
vengono accusati l’anno successivo di non aver approntato le misure di
sicurezza previste.1992 Germania. Avaria nel sistema di raffreddamento nella centrale di Brunsbuttel.13 febbraio 1993
– Sellafield (Gran Bretagna). Fuga radioattiva nell’impianto di
riprocessamento di Sellafield. La densità massima di radionuclidi dello
iodio consentita viene superata di oltre tre volte.17 febbraio 1993
- Barsebaeck (Danimarca). Uno dei reattori della centrale di Barsebaeck
viene temporaneamente fermato a causa della fuoriuscita accidentale di
vapore radioattivo.Aprile 1993 – Siberia (Russia).
Un incendio nel complesso chimico di Tomsk-7 colpisce un serbatoio di
uranio. Risultano contaminati circa 1.000 ettari di terreno. La nube
radioattiva si dirige verso zone disabitate.23 marzo 1994
– Biblis (Germania). Centrale nucleare di Biblis: una falla nel
circuito primario di un reattore fa uscire liquido altamente
contaminato.28 giugno 1994 – Petropavlosk
(Russia). Fuga di materiale radioattivo nella baia di Seldevaia a causa
della rottura di un deposito a Petropavlosk.1995 Germania.
L'Alta Corte tedesca decide che la licenza di attività concessa alla
stazione di Mülheim-Kärlich è illegale, a causa della mancata
considerazione, in fase di concessione, del rischio di terremoto nella
zona.Settembre 1995 – Kola (Mare di Barents).
L’energia elettrica della centrale di Kola viene staccata per morosità
e vanno fuori uso i sistemi di raffreddamento. Incidente solo sfiorato,
grazie all’intervento del comandante della base.Novembre 1995
– Cernobyl (Ucraina) (scala Ines 3). Un’avaria al sistema di
raffreddamento del reattore n.1 di Cernobyl causa un incidente nel
quale la radioattività si disperde e contamina gli operai impegnati
nella manutenzione.8 dicembre 1995 – Monju
(Giappone). Due tonnellate di sodio liquido e altro materiale
radioattivo fuoriescono dal reattore nucleare prototipo di Monju nella
prefettura di Fukui a causa di un malfunzionamento al sistema di
raffreddamento. L’impianto è costituito da un reattore
autofertilizzante a neutroni veloci FBR.Febbraio 1996
– Dimitrovgrad (Federazione Russa). Un addetto causa la rottura della
valvola di sicurezza di uno dei reattori del centro di ricerche
atomiche di Dimitrovgrad. Fuoriesce una nube radioattiva contenente
soprattutto radionuclidi di manganese.1997 Germania. Un treno trasportante liquido nucleare deraglia di fronte alla stazione di Kruemmel.Marzo 1997
– Tokaimura (Giappone). Un incendio e un’esplosione nel reattore
nucleare nell’impianto di ritrattamento nucleare di Tokaimura contamina
almeno 35 operai.Giugno 1997 – Arzamas (Russia).
Un incidente nel centro ricerche di Arzamas porta i materiali
radioattivi sull’orlo di una reazione a catena. Si sviluppa una nube
radioattiva a seguito della quale muore il responsabile
dell’esperimento.Luglio 1997 – La Hague (Francia).
Il comune di Amburgo denuncia presenza di radioattività nell’acqua
scaricata nella Manica dall’impianto di trattamento francese di La
Hague. La Francia smentisce, ma il presidente della Commissione di
controllo si dimette.Settembre 1997 – Urali
(Russia). Sugli Urali si scontrano un trattore e un camion che
trasporta isotopi radioattivi. Da due container fuoriesce liquido
pericoloso contenente iridio 192 e cobalto 60. Nell’area la
radioattività sviluppata è 25 volte superiore al limite consentito.1 maggio 1998
– Catena delle Alpi. Le autorità di controllo francesi scoprono elevati
livelli di contaminazione da cesio 137 sulle Alpi, causati dal
passaggio di rottami ferrosi provenienti dall’Europa dell’Est.1999, 8 Gennaio, Francia. Centrale di Cruas Meysse, 65 persone evacuate dopo che si sono accese le luci d’allarme radioattivo.1999, 11 Marzo, Francia. Centrale del Tricastin, un contaminato.1999, 16 Giugno, Russia. Centrale di Seversk, 2 contaminati per fuga radioattiva.1999, 23 Giugno, Ucraina. Centrale di Rivno, principio incendio.1999, 4 Luglio, Ucraina. Centrale di Zaporozhie (Ucraina), bloccato un reattore per precauzione.1999, 12 Luglio, Giappone. Centrale Tsuruga, bloccato reattore per una perdita acqua.1999, 17 Luglio, Ucraina. Centrale di Cernobyl, 3 operai contaminati.30 settembre 1999
- Tokaimura (Giappone) (scala Ines 4). Un incidente in una fabbrica di
combustibile nucleare attiva una reazione a catena incontrollata. Viene
accertato che si tratta di un errore umano: due operai hanno trattato
materiali radioattivi in contenitori non idonei. Tre persone muoiono
all’istante, mentre altre 439, di cui 119 in modo grave, vengono
esposte alle radiazioni. Vengono ricoverati in 600 ed evacuati 320mila
abitanti della zona.1999, 2 Ottobre, Ucraina. Centrale di Khmelitskaya, blocco del reattore per malfunzionamento.4 ottobre 1999
– Wolsong (Corea del Sud). Una fuoriuscita di acqua pesante durante
lavori di manutenzione della Centrale di Wolsong causa l’esposizione
alle radiazioni di 22 operai impiegati presso l’impianto.5 ottobre 1999
– Centrale di Loviisa (Finlandia). Viene segnalata una perdita di
idrogeno nell’impianto di Loviisa, sulla costa Finlandese. Secondo i
tecnici della centrale c’è stato un pericolo di incendio e perdite. La
situazione, secondo gli addetti, è rimasta comunque sotto controllo.8 ottobre 1999
- Rokkasho (Giappone). Una piccola quantità di materiale radioattivo
fuoriesce da un deposito di scorie a Rokkasho, nella prefettura
giapponese di Aomori. Le radiazioni provengono da due fusti arrivati
dalla centrale nucleare di Ekushima.20 ottobre 1999
– Superphenix (Francia). Un incidente tecnico ritarda lo smantellamento
del reattore a neutroni rapidi Superphenix di Creys-Malville (Isere),
nel Sud-Ovest della Francia. Nell’operazione di scarico del reattore un
inconveniente tecnico a una puleggia per l’estrazione delle cartucce di
combustibile arresta la fase di scarico del materiale radioattivo.18 novembre 1999
– Torness (Scozia). Un Tornado della Raf in esercitazione precipita in
mare di fronte alla centrale nucleare di Torness in Scozia a meno di
ottocento metri dall’impianto. Un grave incidente è sfiorato per un
soffio.1999, 27 ottobre, USA. "I bambini
statunitensi residenti vicino le centrali nucleari di New York, New
Jersey e Florida hanno nei denti un "radioisotopo" (lo stronzio 90) che
li espone ad un rischio tumore molto alto". Così Ernest Sternglass,
professore di radiologia all'università di Pittsburgh ha esordito
nell'ultima conferenza stampa del progetto no-profit di
"radioprotezione e salute pubblica". Lo sconcertante risultato è stato
ottenuto dai ricercatori statunitensi che hanno analizzato 515 bambini
residenti negli Stati di New York, New Jersey e Florida. I livelli di
radioattività rilevata nei campioni, raccolti dal 1979 al 1992, erano
molto vicini a quelli osservati a metà degli anni '50 quando Stati
Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra fredda, si dilettavano negli
esperimenti con le armi invisibili. Secondo i responsabili del progetto
i livelli di radioattività dovevano invece essere scesi intorno allo
zero. "Se gli esperimenti nucleari sia di superficie, sia sotterranei
sono effettivamente terminati, i primi sospetti cadono sui reattori
nucleari e sui relativi incidenti", ha detto Sternglass, che ha
aggiunto: "II mondo è troppo piccolo per gli incidenti nucleari". I
responsabili del progetto attribuiscono parte di questa radioattività
al disastro avvenuto nel 1979 a Three Mile Island e a quello di
Chernobyl nel 1986. Ci sono documenti federali che testimoniano la fuga
nucleare dal reattore di Suffolk (New York) nei primi anni '80.13 dicembre 1999
– Zaporozhe (Ucraina). Il primo dei sei reattori nucleari della
centrale ucraina di Zaporozhe viene fermato per il malfunzionamento dei
uno dei segnalatori di eccessiva pressione.5 gennaio 2000
– Blayais (Francia) (scala Ines 2). Una tempesta provoca un incidente
alla centrale di Blayais, nella Gironda, dove due dei quattro reattori
vengono fermati. L’acqua invade alcuni locali della centrale:
danneggiati pompe e circuiti importanti27 gennaio 2000
– Giappone. Un incidente a una installazione per il riprocessamento
dell’uranio in Giappone provoca livelli di radiazione 15 volte
superiori alla norma in un raggio di circa 1,2 miglia. Funzionari
locali segnalano che almeno 21 persone sono state esposte alle
radiazioni.15 febbraio 2000 – Indian Point (USA).
Una piccola quantità di vapore radioattivo fuoriesce dal reattore
Indian Point 2 vicino alla cittadina di Buchanan sul fiume Hudson,
località a circa 70 chilometri da New York. La perdita di gas
radioattivo costringe la società che gestisce l’impianto a chiudere la
centrale e a dichiarare lo stato di allerta. La perdita è di circa
mezzo metro cubo di vapori radioattivi.2000, 16 giugno.
Germania. Gradualmente, ma senza esitazioni, la Germania metterà al
bando l'energia nucleare. Una dopo l'altra, nell'arco di 32 anni, le 19
centrali nucleari tuttora attive sul suolo tedesco saranno chiuse. Sui
tempi dello smantellamento si è raggiunto un compromesso: il governo
chiedeva 30 anni, gli industriali 35, se ne impiegheranno 32 per ogni
stabilimento. Il primo che chiuderà sarà il più vecchio: la centrale di
Obrigheim, aperta nel 1968, si spegnerà nel 2001. L'ultima, invece, nel
2021, sarà quella di Neckarwestheim-II, nel Baden-Wuerttemberg, che
produce 1.269 Megawatt. Inoltre entro il luglio 2005 sarà proibito il
trattamento delle scorie nucleari. Al momento le centrali nucleari
tedesche producono il 33,5 per cento del fabbisogno energetico
nazionale.2001 Germania. Esplosione di una parte dell'impianto di Brunsbuettel.10 aprile 2003
– Paks (Ungheria) (scala Ines 3). L’unità numero 2 del sito nucleare di
Paks (costituito da quattro reattori è l’unico in Ungheria a 115
chilometri da Budapest) subisce il surriscaldamento e la distruzione di
trenta barre di combustibile altamente radioattive. Solo un complesso
intervento di raffreddamento scongiura il pericolo diun’esplosione
nucleare, limitata ma incontrollata con gravi conseguenze per l’area
intorno a Paks.17 ottobre 2003 – Arcipelago de La
Maddalena (Italia). Sfiorato incidente nucleare: il sottomarino
americano Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci a poche miglia
dalla base di La Maddalena dove solo l’abilità del comandante riesce a
portare in porto il mezzo avariato. Il licenziamento di alcuni militari
induce a pensare che il rischio corso non sia stato risibile.9 agosto 2004
– Mihama (Giappone). Nel reattore numero 3 nell’impianto di Mihama, 350
chilometri a ovest di Tokyo, una falla provoca la fuoriuscita di vapore
ad alta pressione che raggiunge i 270 gradi provoca quattro morti tra
gli operai. Altri sette lavoratori vengono ricoverati in fin di vita.
E’ l’incidente più tragico nella storia nucleare del Giappone. La
centrale viene chiusa.9 agosto 2004 – Shimane (Giappone). Scoppia un incendio nel settore di smaltimento delle scorie in una centrale nella prefettura di Shimane.9 agosto 2004 – Ekushima-Daini (Giappone). L’impianto viene fermato per una perdita d’acqua dal generatore.Aprile 2005
– Sellafield (Gran Bretagna). Viene denunciata la fuoriuscita di oltre
83mila litri di liquido radioattivo in 10 mesi a causa di una crepatura
nelle condotte e di una serie di errori tecnici.Maggio 2006 – Laboratori
Enea di Casaccia (Italia). Fuoriuscita di plutonio, ammessa solo
quattro mesi dopo, che ha contaminato sei persone addette allo
smantellamento degli impianti.Maggio 2006 – Mihama (Giappone). Ennesimo incidente con fuga di 400 litri di acqua radioattiva nella ex centrale nucleare di Mihama.26 luglio 2006
– Oskarshamn (Svezia) (scala Ines 2). Corto circuito nell’impianto
elettrico della centrale a 250 chilometri a sud di Stoccolma per cui
due dei quattro generatori di riserva non sono stati in grado di
accendersi. Vengono testate tutte le centrali nucleari del Paese e
quella di Forsmark viene spenta.7 ottobre 2006 –
Kozlodui (Bulgaria). Viene intercettato un livello di radioattività
venti volte superiore ai limiti consentiti e le verifiche portano a
scoprire una falla in una tubazione ad alta pressione. La centrale, che
sorge nei pressi del Danubio, scampa a una gravissima avaria. Secondo
la stampa locale la direzione cerca di nascondere l’accaduto e di
minimizzarlo nel rapporto all’Agenzia nazionale dell’Energia Atomica28 giugno 2007
– Kruemmel (Germania). Scoppia un incendio nella centrale nucleare di
Krummel, nel nord della Germania vicino ad Amburgo. Le fiamme
raggiungono la struttura che ospita il reattore e si rende necessario
fermare l’attività dell’impianto. In pochi mesi si verificano avarie
anche nelle centrali di Forsmark, Ringhals e Brunsbuttel.Secondo il
rapporto 2006 del ministero federale dell’Ambiente, l’impianto di
Kruemmel è il più soggetto a piccoli incidenti tra le 17 centrali.
Stando ai piani di uscita dal nucleare, fissati in una legge del 2002,
il reattore dovrebbe essere spento al più tardi nel 2015.16 luglio 2007
– Kashiwazaki (Giappone). La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa,
la più grande del mondo che fornisce elettricità a 20 milioni di
abitanti, viene chiusa in seguito ai danneggiamenti provocati dal
terremoto. L’Agenzia di controllo delle attività nucleari giapponesi
ammette una serie di fughe radioattive dall’impianto, ma precisa che si
tratta di iodio fuoriuscito dal una valvola di scarico. Il direttore
generale dell’AIEA, Mohammed El Baradei, dice che il sisma: “è stato
più forte di quello per cui la centrale era stata progettata”. Il
terremoto provoca un grosso incendio in un trasformatore elettrico, la
fuoriuscita di 1.200 litri di acqua radioattiva che si riversano nel
Mar del Giappone e una cinquantina di altri incidenti. Si teme che la
faglia sismica attiva passi proprio sotto la centrale.4 GIUGNO 2008
- Krsko ( Slovenia) Alle ore 17.38 ora italiana il sistema d’allerta
dell’Ecurie (European Community Urgent Radiological Information
Exchange) ha ricevuto un’informativa dalla Slovenia su un incidente
alla centrale nucleare di Krsko, 130 km in linea d’aria da Trieste. La
comunicazione è stata trasmessa a tutti i 27 Stati membri dell’UnioneLe
prime notizie sembrano relativamente rassicuranti: pare non via sia
stata una fuoriuscita di sostanze radioattive dalla centrale. Sono
state attivate le procedure di spegnimento del reattore, dopodiché sarà
possibile, secondo un portavoce della Nek, la società che gestisce la
centrale, verificare le cause dell’incidente.Quello che non è
rassicurante è il silenzio informativo delle tv: praticamente su tutte
le principali testate sul web la notizia campeggiava giustamente in
prima pagina, ma in tv niente, niente alla lettera. Nessun programma è
stato interrotto, nessuno ha pensato di aprire una finestra
informativa. Neppure Emilio Fede che, quando non fa il propagandista,
come giornalista sa il fatto suo e di solito su avvenimenti del genere
ci si butta a pesce, bruciando spesso la concorrenza con ottime
dirette. Eppure la notizia era ghiotta, ghiottissima, senonaltro in
termini di ascolti. Ma in tv sono rimasti tutti zitti. Sarà forse
perché il governo Berlusconi ha deciso di rilanciare il nucleare in
grande stile, e questa notizia sarebbe stata una grandissima
“seccatura”?Del resto non è la prima volta che la centrale slovena
di Krsko è al centro di polemiche per la sua pericolosità: già nel 2005
la parlamentare dei verdi Luana Zanella aveva presentato una
interrogazione piuttosto inquietante. Le conseguenze in caso di
fall-out radioattivo alla centrale di Krsko sarebbero drammatiche: la
nube radioattiva potrebbe raggiungere Trieste in sole due ore e,
complessivamente, sarebbero colpite circa 30 milioni di persone di cui
circa 5 milioni a rischio di vita immediato (dati forniti
dall’associazione “Amici della Terra”).07-07-2008
PARIGI - L'Autorità per la sicurezza nucleare francese ha chiesto in
mattinata a Socatri, società satellite del colosso energetico Areva, di
sospendere l'attività del suo sito di trattamento nella centrale
nucleare di Tricastin, nel sud della Francia, e di prendere "misureimmediate
di messa in sicurezza". Dagli impianti di Socatri, a Tricastin, si era
verificata lunedì scorso una fuoriuscita di acque contenenti uranio,
con parziale riversamento nei fiumi circostanti.TIMORI ECOLOGISTI MA AUTORITA' RASSICURANO - DOPO INCIDENTE AREVA SOTTO ACCUSAMentre
l'Autorità per la sicurezza nucleare (Asn) diffondeva messaggi
rassicuranti, gia' nei giorni scorsi le associazioni ambientaliste
francesi erano sul piede di guerra dopo la fuoriuscita accidentale di
acque di scarico contenenti uranio dalla centrale nucleare di Tricastinin
due fiumi vicini. L' associazione ecologista 'Uscire dal nucleare'
accusa Areva, azienda proprietaria del sito, "di aver trattenuto
deliberatamente informazioni e di fatto, aver messo volontariamente in
pericolo la popolazione", e ha annunciato una manifestazione sabatoprossimo
a Parigi. Parla invece di "dimostrazione che il nucleare non è
un'energia pulita" Greenpeace, che aggiunge: "Nicolas Sarkozy
chiaramente omette di precisare questo genere di 'dettagli' quando
annuncia in pompa magna il lancio di una nuova centrale Epr, per cuiTricastin
è uno dei siti possibili". Reazioni negative anche dalla Commissione di
ricerca e d'informazione indipendente sulla radioattività, che ha
annunciato che sporgerà denuncia contro le due società filiali di Areva
responsabili del sito di Tricastin, Areva Cn e Socatri, rispettivametne
per "la sepoltura di più di 700 tonnellate di scorie" e per "scarichi
radioattivi nell'ambiente". Da parte loro, i responsabili istituzionali
mandano invece messaggi rassicuranti. L'Asn ha fatto sapere che i
rilievi effettuati nella falda acquifera, in tre pozzi di pompaggio
appartenenti a privati e nei corsi d'acqua in cui si sono riversate le
acque all'uranio non hanno riscontrato "alcun elemento anormale". Anche
i tassi di radioattività rilevati nella zona,afferma sempre l'Asn, risultano da una serie di verifiche "in costante diminuzione da ieri sera".L'INCIDENTESono
state mantenute per tutta la notte di martedi' le misure di sicurezza
precauzionali nei comuni intorno alla centrale nucleare di Tricastin
dopo che, durante il lavaggio di una cisterna, parte di 30 metri cubi
d'acqua usata, contenente 12 grammi di uranio per litro, era
accidentalmente finita in due fiumi vicini. Divieto di attività
nautiche, bagno e pesca lungo il Gauffiere e l'Auzon, blocco della
distribuzione di acqua potabile e dei prelievi privati dai due fiumi,
oltre che dell'irrigazione dei campi nelle aree interessate dalla
fuoriuscita. La Commissione di ricerca e d'informazione indipendente
sulla radioattività (Criirad) aveva denunciato la "mancanza di
affidabilità" della centrale di Tricastin, spiegando che "il rischio
sanitario è effettivamente lieve, ma questo incidente, non
trascurabile, giunge in seguito a un numero crescente di altri
incidenti, che mostrano un degrado della gestione delle scorie su un
sito destinato invece a svilupparsi". Criticato anche il modo di dare
informazioni sull'accaduto: "l'utilizzo dell'unità di misura della
massa (il grammo) - ha aggiunto il Criirad - invece di quella della
radioattività (il becquerel) non rende conto dell'ampiezza della fuga".
La perdita, conclude la commissione, avrebbe riversato nei fiumi "uno
scarico più di 100 volte superiore al limite annuale". Si è fatta
sentire anche l'organizzazione 'Uscire dal nucleare', secondo la quale
"é impossibile che una tale fuga, contenente uranio, non abbia
conseguenze importanti sull'ambiente e sulla salute delle persone".11-07-2008 INCENDIO NELLA CENTRALE NUCLEARE RINGHALS 11-07-2008STOCCOLMA-
Un incendio si è verificato oggi sul tetto di una turbina nella
centrale nucleare di Ringhals, situata a 60 chilometri da Goteborg,
nella Svezia occidentale. Secondo i responsabili dell'impianto,
l'incendio è stato rapidamente spento senza che il reattore potesse
costituire in alcun momento una vera minaccia."La nostra equipe di
pompieri è riuscita a spegnere le fiamme in pochi minuti" ha dichiarato
Gosta Larsen, portavoce della centrale. L'incendio è stato provocato
dagli operai che lavoravano con alcune torce sul tetto dell'edificio e
che hanno involontariamente dato fuoco allo stesso. "Non c'é stato
niente di drammatico", ha aggiunto Larsen, riconoscendo però che una
fitta nube di fumo ha invaso il sistema di ventilazione della turbina,
facendo scattare gli allarmi anti-incendioesterni che hanno provocato
l'arrivo immediato di altre squadre di pompieri locali.La centrale
nucleare di Ringhals possiede quattro reattori e produce il 20% circa
dell'elettricità consumata in Svezia.16-07-2008 FALDA CONTAMINATA NEI PRESSI DELLA CENTRALE DI TRICASTIN 10
giorni dopo la fuoriuscita da un impianto di acque usate contenenti 8,2
grammi al litro di uranio naturale. Il problema stavolta non sono però
le acque auperficiali dei fiumi Gaffiere e Lauzon, in cui secondo i
dati dell'Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare (Irsn) c'é
una "diminuzione regolare del livello di uranio", ma 4 punti di
prelievo d'acqua inprofondità, falde freatiche e pozzi privati, in
cui la concentrazione di uranio supera la soglia massima fissata
dall'Organizzazione mondiale della sanità di 15 microgrammi per litro.18/07/2008Fuoriuscite di acque contaminate 18-07-2008 Fuoriuscite
di acque contaminate da elementi radioattivi, "senza impatto
sull'ambiente", sono state registrate in un impianto della Areva a
Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, nel sud-est della
Francia. Lo ha reso noto stamane l'Autorithy francese per la sicurezza
nucleare.21/07/2008 Francia, nuova fuga radioattiva: 15 operai contaminati 21-07-2008Quindici
operai dell'impianto nucleare di Saint Alban, nella regione dell'Isere
(sud della Francia), sono stati contaminati dalla fuoriuscita di
liquido radioattivo. Lo riferisce Electricité de France (Edf),
l'azienda elettrica francese. «Gli operai sono stati leggermente
contaminati nel corso di un intervento di manutenzione su un cantiere
dell'unità produttiva numero due», ha indicato un responsabile della
direzione. L'incidente non è stato classificato dall'Agenzia di
sicurezza nucleare.23/07/2008NUCLEARE: FRANCIA, 100 OPERAI LEGGERMENTE CONTAMINATI 23-07-2008
PARIGI - Cento operai della centrale nucleare del Tricastin, dove
alcuni giorni fa c'era stata una fuga di materiale radioattivo, sono
stati contaminati ''leggermente'' oggi da elementi fuorusciti da unatubatura nel reattore numero 4, fermo per manutenzione. Lo ha reso noto la direzione di EDF.29/07/2008 allarme a Tricastin 29-07-2008 GRENOBLE Nuovo allarme alla centralenucleare
di Tricastin a 40 chilometri da Avignone, nel sud della Francia. Un
centinaio di impiegati sono stati sgomberati dall’impianto a causa
dell’allarme lanciato dopo una nuova fuoruscita di polvere radioattiva
dal reattore No4.02/08/2008 Nucleare: forse fuga da nave Usa 02-08-2008Acqua
potenzialmente radioattiva puo' essere fuoriuscita da un sommergibile
nucleare americano in navigazione nel Pacifico per mesi.Lo ha reso noto
in serata la CNN, riportando fondi ufficiali della Marina. La perdita
e' stata scoperta mentre il sommergibile nucleare, il Houston (che
aveva navigato tra Guam, le Hawaii ed il Giappone), era in un porto
delle Hawaii per la manutenzione.06/08/2008 incidente in francia a tricastin 06-08-2008
Tricastin, nel sud della Francia, fa parlare di sé quest'estate per un
incidente, anzi un'anomalia: a luglio - ma si è saputo solo oggi - ci
sarebbero state troppe emissioni di scorie di carbonio 14 alla fabbrica
Socatri (Areva)sul sito in cui già quattro volte è scattato
l'allarme. Lo ha annunciato l'ASN, Autorità di sicurezza nucleare. Si
tratterebbe, in realtà, della prima anomalia in ordine temporale,
essendo stataappurata il 4 luglio, durante il trattamento delle
scorie. In quella fase, stando all'ASN, ci sarebbe stato "un
superamento, per il mese di giugno, del limite di rifiuti gassosi
mensili di carbonio 14".21/08/2008 Pierrelatte, fuoriuscita di uranio
PARIGI, 23 AGO - Una piccola fuoriuscita di uranio e' stata scoperta
due giorni fa nei pressi della centrale nucleare di Pierrelatte, nel
sud della Francia. La fuoriuscita e' stata rilevata da alcuni operai a
lavoro su una canalizzazione interrata delle reti di acque della
societa' Comurhex che non era piu' utilizzata. La prefettura del
dipartimento Drome ha parlato di ''un impatto ambientale marginale'',
dopo una ispezione dei tecnici dell' authority per la sicurezza
nucleare. 24/08/2008incidente nucleare a Vandellos SpagnaMADRID,
24 AGO - L'impianto nucleare Vandellos II in Catalogna, nel nord-est
della Spagna, e' stato fermato per un incendio, che e' stato domato.
Secondo le autorita' spagnole 'alle 08:49 un incendio e' divampato nel
generatore elettrico, e alle 10:30 e' stato completamente spento. Tutti
i sistemi di sicurezza dell'impianto hanno funzionato come previsto, e
ora la centrale e' ferma e in condizioni stabili'. L'impianto e' stato
costruito nel 1980, la sua autorizzazione scade nel 2010. 26/08/2008 Fleurus, Fuga radioattiva verificatasi in un istituto che produce radioisotopi per uso medico a Fleurus,
località ad una cinquantina di chilometri a sud di Bruxelles, nella
zona di Charleroi. L'incidente risale allo scorso fine settimana, ma
solo ora le autorità competenti hanno deciso di avvertire la
popolazione. Per le vie della cittadina di Fleurus - circa 20 mila
abitanti -, per iniziativa del sindaco, auto della polizia con
altoparlanti hanno diffuso appelli alla prudenza, raccomandando agli
abitanti, che vivono entro un raggio di cinque chilometri dal luogo
dove è avvenuta la fuga, di non consumare la frutta e la verdura dei
loro giardini, né di bere l'acqua piovana o il latte delle loro
fattorie fino ad un nuovo ordine. , l'incidente era stato classificato
al livello 3 (guasto grave) della scala internazionale Ines, che
comprende 7 livelli24/09/2008 CHERBOURG
(F) - Un incidente nucleare di "livello 1" su una scala internazionale
da 0 a 7, con un "versamento di materiale", è avvenuto all'interno di
un impianto per il riprocessamento del combustibile atomico a La Hague,
nella regione della Normandia, nel nord-ovest della Francia. Lo rende
noto il gruppo nucleare Areva che gestisce l'impianto, aggiungendo che
l'incidente "non ha avuto alcuna conseguenza sul personale né
sull'ambiente".L'incidente, fa sapere l'Areva, è avvenuto il 24 settembre scorso. comunicato il 10/10/2008La
società in un comunicato scrive che l'incidente è "accaduto durante il
riempimento di un contenitore di plutonio" ed è consistito nello
"straripamento del contenitore". "Il materiale (fuoriuscito) è rimasto
confinato all'interno del perimetro all'interno del quale si svolgeva
l'operazione. I lavori di riempimento è stata interrotta e il materiale
(fuoriuscito) è stato recuperato", scrive Areva.Si tratta del quarto incidente di livello 1 registrato nello stesso stabilimento dall'inizio del 2008.AGGIORNATO A 11/11/2008
Tanto
per tranquillizarci daremo un'occhiata anche a cosa accade alla vicina
Francia che il nostro Presidente del Consiglio Solvio Berlusconi tanto
elogia e a cui si sta sottomettendo per avviare forzatamanete un
nucleare assolutamente non conveniente per noi:
In Francia 100 incidenti nucleari all'anno
25 Luglio 2008
Dopo
il terzo incidente in 15 giorni i francesi cominciano a preoccuparsi.
Le autorità cercano di minimizzare, ma poi ammettono che si verificano
circa 100 incidenti all'anno di questa portata
L'incidente
avvenuto nell´impianto nucleare di Tricastin in Francia, il 23 luglio,
e che ha causato la contaminazione di un centinaio di lavoratori, è il
terzo in 15 giorni sul territorio francese. L´Autorité de sûreté
nucléaire si è immediatamente precipitata a classsificare
"provvisoriamente" l´incidente a livello zero. Uno zero che si traduce,
secondo l´Edf, in 39 persone che presentano tracce radioattive
inferiori alla soglia di analisi et 61 che presentano «delle deboli
tracce di irraggiamento, inferiori quattro volte al limite
regolamentare».Ora in Francia ci si chiede se davvero tre
incidenti in una settimana siano una cosa così rara e se siano davvero
incidenti di tipo 1 o 0. E se l´Autorité de sûreté nucléaire (Asn) dice che incidenti di questo tipo se ne contano in Francia almeno 100 all´anno, perché vengono fuori solo ora e con tanto clamore? E perché fino ad oggi tutto è passato sotto silenzio?Quel
che si comincia a capire e che l´immagine "sicura" del nucleare
francese è in realtà frutto di una politica che manca di trasparenza e
di un´opacità dell´informazione di lunga data.Il capo di Areva, Anne Lauvergeon, è arrivata a deplorare la troppa attenzione intorno
agli incidenti nucleari: "Se ogni volta che siamo trasparenti
provochiamo paura, c´è un problema". Forse il problema è che il
nucleare non è stato finora trasparente e che trasparenza non è sinonimo di innocenza,
soprattutto se le informazioni sugli incidenti si è cercato prima di
nasconderle e poi si sono date con un contagocce pieno di
tranquillanti. Come ha detto l´Haut comité pour la transparence et
l´information sur la sécurité nucléaire (Hctisn) in occasione del primo
incidente a Tricastin, "non solo la
procedura di dichiarazione alle autorità è stata fatta in tempi
anormalmente lunghi, ma soprattutto la qualità dell´informazione data
non è stata assolutamente in linea con l´avvenimento".Oggi
si scopre che quelli che l´Asn definisce "incidenti di livello 1" sono
stati ben 86 nel 2007 e stavolta sono venuti a galla solo perché
qualche giornale se ne è inopinatamente interessato, tanto che un
infastidito e profetico ministro per l´ecologia Jean-Louis Borloo, ha
detto il 18 luglio ai giornalisti che «se montate di vedetta ogni volta
che si produce un incidente di livello 1, dovrete farlo ogni 3 o 4
giorni!», insomma attenti alla troppa informazione ed alla psicosi. Fonte: GreenreportVisto l'aspetto sicurezza, consideriamo ora l'aspetto risorsa uranio e convenienza.
Ci
piace sentire qualcuno che di fisica se ne intende più dei politici, un
certo Carlo Rubbia, premio nobel per la fisica. Lo conoscete ? Forse
meno dei nostri politicanti che fanno di tutto per stare ogni giorno in
TV,con tanto di trucco, per apparie più belli e credibili.
Il Prof. Rubbia ha rilasciato la seguente intervista sulla questione energia:
Rubbia: "Né petrolio né
carbone
soltanto il sole può darci energia"
di GIOVANNI VALENTINI
TRATTO DA REPUBBLICA DEL 30 MARZO 2008
Carlo Rubbia in un disegno di Riccardo Mannelli
GINEVRA - Petrolio alle stelle? Voglia di nucleare? Ritorno
al carbone? Fonti rinnovabili? Andiamo a lezione di Energia da un
docente d'eccezione come Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica: a
Ginevra, dove ha sede il Cern, l'Organizzazione europea per la
ricerca nucleare. Qui, a cavallo della frontiera franco-svizzera, nel
più grande laboratorio del mondo, il professore s'è ritirato a
studiare e lavorare, dopo l'indegna estromissione dalla presidenza
dell'Enea, il nostro ente nazionale per l'energia avviluppato dalle
pastoie della burocrazia e della politica romana.
Da qualche
mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la
promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, "con
particolare riferimento - come si legge nel decreto del ministro
dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio - al solare termodinamico a
concentrazione". Un progetto affascinante, a cui il premio Nobel
si è dedicato intensamente in questi ultimi anni, che si richiama
agli specchi ustori di Archimede per catturare l'energia infinita del
sole, come lo specchio concavo usato tuttora per accendere la
fiaccola olimpica. E proprio mentre parliamo, arriva da Roma la
notizia che il governo uscente, su iniziativa dello stesso ministro
dell'Ambiente e d'intesa con quello dello Sviluppo Economico,
Pierluigi Bersani, ha approvato in extremis un piano nazionale per
avviare anche in Italia questa rivoluzione energetica.
Prima
di rispondere alle domande dell'intervistatore, da buon maestro
Rubbia inizia la sua lezione con un prologo introduttivo. E mette
subito le carte in tavola, con tanto di dati, grafici e tabelle.
Il primo documento che il professore squaderna preoccupato sul
tavolo è un rapporto dell'Energy Watch Group, istituito da un gruppo
di parlamentari tedeschi con la partecipazione di scienziati ed
economisti, come osservatori indipendenti. Contiene un confronto
impietoso con le previsioni elaborate finora dagli esperti della IEA,
l'Agenzia internazionale per l'energia. Un "outlook", come
si dice in gergo, sull'andamento del prezzo del petrolio e sulla
produzione di energia a livello mondiale. Balzano agli occhi i
clamorosi scostamenti tra ciò che era stato previsto e la realtà.
Dalla fine degli anni Novanta a oggi, la forbice tra
l'outlook della IEA e l'effettiva dinamica del prezzo del petrolio è
andata sempre più allargandosi, nonostante tutte le correzioni
apportate dall'Agenzia nel corso del tempo. In pratica, dal 2000 in
poi, l'oro nero s'è impennato fino a sfondare la quota di cento
dollari al barile, mentre sulla carta le previsioni al 2030
continuavano imperterrite a salire progressivamente di circa dieci
dollari di anno in anno. "Il messaggio dell'Agenzia - si legge a
pagina 71 del rapporto tedesco - lancia un falso segnale agli uomini
politici, all'industria e ai consumatori, senza dimenticare i mass
media".
Analogo discorso per la produzione mondiale di
petrolio. Mentre la IEA prevede che questa possa continuare a
crescere da qui al 2025, lo scenario dell'Energy Watch Group annuncia
invece un calo in tutte le aree del pianeta: in totale, 40 milioni di
barili contro i 120 pronosticati dall'Agenzia. E anche qui, "i
risultati per lo scenario peggiore - scrivono i tedeschi - sono molto
vicini ai risultati dell'EWG: al momento, guardando allo sviluppo
attuale, sembra che questi siano i più realistici". C'è stata,
insomma, una ingannevole sottovalutazione dell'andamento del prezzo e
c'è una sopravvalutazione altrettanto insidiosa della capacità
produttiva.
Passiamo all'uranio, il combustibile per
l'energia nucleare. In un altro studio specifico elaborato
dall'Energy Watch Group, si documenta che fino all'epoca della
"guerra fredda" la domanda e la produzione sono salite in
parallelo, per effetto delle riserve accumulate a scopi militari. Dal
'90 in poi, invece, la domanda ha continuato a crescere mentre ora la
produzione tende a calare per mancanza di materia prima. Anche in
questo caso, come dimostra un grafico riassuntivo, le previsioni
della IEA sulla produzione di energia nucleare si sono fortemente
discostate dalla realtà.
Che cosa significa tutto questo,
professor Rubbia? Qual è, dunque, la sua visione sul futuro
dell'energia?
"Significa che non solo il petrolio e gli
altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche
l'uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, come del resto
anche l'oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a
elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che
rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più
importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra
disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni
giorno illumina e riscalda la terra".
Eppure, dagli
Stati Uniti all'Europa e ancora più nei Paesi emergenti, c'è una
gran voglia di nucleare. Anzi, una corsa al nucleare. Secondo lei,
sbagliano tutti?
"Sa quando è stato costruito l'ultimo
reattore in America? Nel 1979, trent'anni fa! E sa quanto conta il
nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento.
Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di
fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l'arsenale atomico.
Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10
anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile,
l'uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo,
il problema delle scorie".
Ma non si parla ormai di
"nucleare sicuro"? Quale è la sua opinione in proposito?
"Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di
scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni
un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta
con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare
innovativo".
In che cosa consiste?
"Nella
possibilità di usare il torio, un elemento largamente disponibile in
natura, per alimentare un amplificatore nucleare. Si tratta di un
acceleratore, un reattore non critico, che non provoca cioè reazioni
a catena. Non produce plutonio. E dal torio, le assicuro, non si tira
fuori una bomba. In questo modo, si taglia definitivamente il cordone
fra il nucleare militare e quello civile".
Lei
sarebbe in grado di progettare un impianto di questo tipo?
"E'
già stato fatto e la tecnologia sperimentata con successo su piccola
scala. Un prototipo da 500 milioni di euro servirebbe per bruciare le
scorie nucleari ad alta attività del nostro Paese, producendo allo
stesso tempo una discreta quantità di energia".
Ora
c'è anche il cosiddetto "carbone pulito". La Gran Bretagna
di Gordon Brown ha riaperto le sue miniere e negli Usa anche Hillary
Clinton s'è detta favorevole...
"Questo mi ricorda la
storia della botte piena e della moglie ubriaca. Il carbone è la
fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute
dell'umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l'anidride
carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba
restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22
mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico,
disastroso".
E allora, professor Rubbia, escluso il
petrolio, escluso l'uranio ed escluso il carbone, quale può essere a
suo avviso l'alternativa?
"Guardi questa foto: è un
impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto
del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari,
produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20
impianti di questo genere, si produce un terzo dell'elettricità di
una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati,
si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in
gran quantità".
Ma noi, in Italia e in Europa, non
abbiamo i deserti...
"E che vuol dire? Noi possiamo
sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle
nostre regioni meridionali o magari in Africa, per trasportare poi
l'energia nel nostro Paese. Anche gli antichi romani dicevano che
l'uva arrivava da Cartagine. Basti pensare che un ipotetico quadrato
di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre
tutta l'energia necessaria all'intero pianeta. E un'area di queste
dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche
del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo
dell'Italia, un'area equivalente a 15 centrali nucleari da un
gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di
Roma".
Il sole, però, non c'è sempre e invece
l'energia occorre di giorno e di notte, d'estate e d'inverno.
"D'accordo. E infatti, i nuovi impianti solari termodinamici
a concentrazione catturano l'energia e la trattengono in speciali
contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di
calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno
come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l'acqua e al
momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente".
Se
è così semplice, perché allora non si fa?
"Il sole
non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa
è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi,
molto presto lo faranno gli americani, com'è accaduto del resto per
il computer vent'anni fa".
MA SE L'URANIO UTILIZZABILE CON L'ATTUALE TECNOLOGIA E' IN
ESAURIMENTO ENTRO 30-40 ANNI, O COSTI SONO ESORBITANTI, IL PROBLEMA
DELLE SCORIE NON E' STATO MAI RISOLTO, I RISCHI SONO SEMPRE POSSIBILI
...
Domanda
Quale è l'innovazione portata dalla terza generazione che tanto decanta il nostro scellerato governo ?
Vuoi vedere che anche qui c'è l'affare economico come per gli inceneritori ?
I
nostri governati sono VECCHI e VECCHIE sono le loro idee. La loro
aspettativa di vita è breve. Cosa interessa a loro di cosa sarà fra
dieci anni quando le centrali entreranno in funzione ?! FORSE !!!
Ci
stiamo sottomettendo ad una delle peggiori nazioni europee sotto il
profilo del rispetto della vita e dell'ambiente in cui si svolge.
L'italia
ha notevoli possibilità tecnologiche applicabili per il risparmio
dell'energia che secondo dati APAT ammontano al 46 % cioè circa
la metà dell'energia la gettiamo via in perdite senza farne nulla !
Le
fonti rinnovabili, obiettivo primario dei Nuovi Stati Uniti d'America,
sono l'unica fonte inesauribile e sostenibile su cui bisonga puntare
per noi e per le generazioni a venire che ne beneficeranno finchè la
Terra esisterà. Stiamo sprecando tempo e denaro dietro a delle menti
vecchie e cieche mentre gli altri corrono avanti verso il futuro.
L'ITALIA HA DETTO NO AL NUCLEARE ED ORA E' TROPPO TARDI PER RIPENSARCI
INVESTIAMO NEL FUTURO E NON NEL PASSATO !!!