Corruzione, manette a 12 persone
In carcere l’ex sindaco Aureli, il suo vice Cervoni, il presidente del consiglio Manzi, i consiglieri comunali Schiumarini, Di Giulio, Mauro, D’Alessandri, Chiarello, Valentini, 2 imprenditori, un pregiudicato
E’ scoppiata la Pomeziopoli dell’immondizia. Un giro vorticoso di tangenti che ha trascinato in galera dodici persone, tra ex amministratori, dirigenti d’azienda e anche un pregiudicato siciliano. In manette l’ex sindaco Mau- rizio Aureli, il vice sindaco Massi- mo Cervoni, sette ex consiglieri comu- nali Fiorenzo D’Alessandri (Ds), Enio Di Giulio (Lega Soc.), Paolo Valen- tini (Ccd), Vin- cenzo Mauro (Ccd), Omero Schiumarini (Fi), Francesco Chiarello (An), Roberto Manzi (Ccd). In carcere anche due imprenditori Angelo Deodati e Romeo Caronti, rispettivamente titolari della Ipi Srl e Spe Srl, società aderenti al Consorzio Gfm e un pregiudicato di Catania, Giovanni Fresina; quest’ultimo con un ruolo marginale, tuttora è sottoposto ad accertamenti da parte degli inquirenti. Le ipotesi di accusa, a quanto si apprende, vanno dalla corruzione aggravata in atto pubblico (per aver per- cepito somme ingiuste in maniera sistematica) all’estorsione. Il blitz è scat- tato ieri mattina all’alba. I carabinieri del Gruppo di Frascati in collabora- zione con quelli di Pomezia e di Catania si sono presentati in forze alle abi- tazioni delle persone sopra elencate su disposizione del Gip della Procura di Roma Luigi Trivellini. Gli arresti fanno seguito alle risultanze dell’in- chiesta condotta dai pubblici ministeri romani Diana De Martino e Salva- tore Pitello, inchiesta che ha preso il via nel novembre dello scorso anno, quando venne arrestato Armando Martinelli, a capo di una banda specializ- zata in rapine ed estorsioni. Le indagini condotte dai militari dell’Arma di Frascati sulle attività e le relazioni del boss, consentirono di definire la ga- lassia dei suoi rapporti e così di individuare e ricostruire le tracce del pre- sunto traffico di tangenti che caratterizzava gli appalti per il servizio di rac- colta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Da fonti investigative si ap- prende che l’inchiesta è soltanto nella sua fase iniziale. Il coperchio è stato tolto e noi prossimi giorni si potrebbero registrare altri sviluppi clamorosi. In questo scenario non va dimenticato il contributo fornito dal Coordina- mento dei Comitati di quartiere di Pomezia che in più occasioni ha denun- ciato l’inadeguatezza, i ritardi, l’insufficienza dell’organizzazione della rac- colta dei rifiuti, documentando anche in esposti alle autorità competenti il degrado dovuto a un servizio carente in più punti: mancata pulizia e sosti- tuzione dei cassonetti inutilizzabi- li, discariche abusive in varie zone del territorio, compattatori in precarie condizioni. I magistrati hanno svolto un paziente lavoro di ricostruzione delle responsabilità. In proposito è oppor- tuno ricordare i passaggi fondamentali che sono sfociati nella ondata di ar- resti eccellenti; ondata ha sollevato un coro di consensi da parte della po- polazione e di incredulità da parte di taluni. Nel novembre ’99 la Slia, l’allo- ra società incaricata del servizio di rsu, comunicava all’Amministrazione comunale la sua intenzione di non proseguire la sua attività a Pomezia oltre il 30 giugno 2000, data in cui scadeva la convenzione. Da parte sua l’Ammi- nistrazione, pur a conoscenza di questo fatto, non ritenne di avviare la pro- cedura di legge per un nuovo appalto, imponendo invece alla Slia di prose- guire nel servizio fino al 31 dicembre 2000. Nei 6 mesi dal giugno a dicem- bre, l’Amministrazione non provvide ad avviare le procedure per una gara a livello europeo, come previsto dalle norme vigenti, in considerazione del costo previsto (circa 10 miliardi annui). A dicembre la gara approdò in con- siglio comunale, dove si cambiò orientamento, preferendo affidare il servi- zio dal 1° gennaio 2001 al consorzio Gfm (al quale già aderiva la Spe) che già si occupava della manutenzione degli edifici e delle strade comunali. Quindi, il 29 dicembre, venne siglata la convezione tra Gfm (rappresentata dalla Spe di Romeo Caronti e dalla Ipi di Angelo Deodati) e l’amministra- zione Aureli. Una torta che poteva lievitare fino a 11 miliardi all’anno. Nonostante le garanzie proclamate e le assicurazioni fornite, il servizio, a quanto hanno potuto constatare i cittadini, da Torvaianica a Santa Palom- ba, non ha certamente brillato per efficienza e tempestività. Le condizioni scadenti dei compattatori in gran parte obsoleti e riciclati hanno imposto agli operatori ecologici un superlavoro manuale indegno di una società che si proclama civile ed avanzata. Inoltre, ancora molti cassonetti rotti fatto brutta mostra di sé, contrariamente a quanto prevedeva il contratto d’ap- palto che fissava nel termine di 90 giorni la loro sostituzione. Adesso l’in- chiesta si sviluppa negli interrogatori dei dodici arrestati. Una fase che po- trebbe riservare altre sorprese e fare luce su altri torbidi retroscena.
CHI SONO I POLITICI ARRESTATI
Arresti eccellenti, a partire dall’ex primo cittadino, Maurizio Aureli. Alle amministrative del 1998 Aureli, avvocato, espressione dei Popolari, fu proposto agli elettori da Ds, Sdi/Sd, Ver- di, UdD, Rinnovamento italiano, Prc e Ppi, vincendo in prima battuta grazie alle oltre 14 mila preferenze ottenute dalla coalizione. Dopo oltre un anno di governo, Aureli, in rotta con il suo vice Antonio Di Carlo (Ds), aderisce ai Democratici e forma una giunta tecnica, fino a che lo scorso 14 febbraio annuncia di essere entrato nel Ccd; dopo poco si dimette per poi tor- nare sui suoi passi in extremis e rimettere nuovamente il mandato. In questo ultimo passo lo segue anche il suo fedelissimo Paolo Valentini (Ccd), che fa parte del suo studio legale.
Massimo Cervoni, persona di fiducia del sindaco, è entrato a far parte della giunta come assessore tecnico, occupandosi di questioni particolar- mente spinose quali quelle dell’appalto del servizio di rsu.
Fiorenzo D’Alessandri, imprenditore in campo assicurativo, fino a un me- se e mezzo fa, quando si sciolse il consiglio, era il capogruppo dei Ds.
Vincenzo Mauro, eletto nelle fila di Ri e poi transitato nei Democratici, ul- timamente era invece capogruppo del Ccd.
Da parte sua Roberto Manzi (ex Ppi, ora Pri) con il ribaltone era diventa- to presidente del consiglio.
Enio Di Giulio era stato eletto con 333 nei Socialisti Democratici Italiani, dai quali qualche mese fa era uscito per entrare nel gruppo misto quale Lega Socialista, movimento politico di centro destra.
Omero Schiumarini (Fi) e Francesco Chiarello (An) quando Aureli era nel centrosinistra lo avevano contrastato, per poi appoggiarlo quando aprì le braccia al centrodestra.
APPALTO DEI RIFIUTI
L’ASSE POMEZIA/ARDEA
Tra le persone finite in manette vi è anche Romeo Caronti, titolare della Spe Srl, con sede ad Ardea. Gli inquirenti ritengono che abbia sistematica- mente unto gli ingranaggi comunali pometini per aggiudicarsi prima il ser- vizio di manutenzione degli edifici e del verde pubblico poi quello di nettez- za urbana; quest’ultimo è diviso al 50% con la Ipi Srl. L’imprenditore già in passato è inciampato nelle maglie della giustizia. Fu quando, circa una deci- na di anni fa, venne arrestato con l’accusa di aver seppellito dei rifiuti anzi- ché conferirli in discarica.
Attualmente ad Ardea la Spe si occupa del servizio di rsu, essendosi aggiu- dicata la relativa gara europea sbaragliando agguerrite aziende concorren- ti, non ultima l’Ama e il Consorzio Gaia. Una gara d’appalto che a taluni è sembrata sospetta. C’è da sottolineare come anche ad Ardea il servizio non stia brillando per efficienza, sollevando un coro di proteste da parte dei residenti.
Venerdì 8 giugno 2001
POMEZIOPOLI, l’<Anonima Rifiuti>
PRIMI INTERROGATORI
A REGINA COELI
Proseguono coperte dal massimo riserbo le indagini sull’affidamento miliardario al consorzio Gfm del servizio di nettezza urbana. Non è escluso che nelle prossime ore si potrebbero registrare altri interventi di una certa rilevanza da parte delle for- ze dell’ordine. Intanto le persone tratte in arresto su ordine della Procura di Roma hanno trascorso la prima notte nel carcere di Regina Coeli in attesa che si chiarisca la propria posizione processuale. A difendersi dall’accusa di concorso in corru- zione aggravata per atti contrari ai doveri d’ufficio, l’ex sindaco Maurizio Aureli, il suo ex vice Massimo Cervoni, l’ex presidente del consiglio Roberto Manzi (Pri), gli ex consiglieri comunali Fiorenzo D’Alessandri (Ds), Enio Di Giulio (Lega Soc.), Paolo Valentini (Ccd), Vincenzo Mauro (Ccd), Omero Schiumarini (Fi), France- sco Chiarello (An), Roberto Manzi (Pri) nonché gli imprenditori Angelo Deodati e Romeo Caronti, rispettivamente titolari della Ipi Srl e Spe Srl, società aderenti al Consorzio Gfm; per quanto riguarda invece Giovanni Fresina, pluripregiudicato di Catania ritenuto dagli inquirenti vicino alle “famiglie” Santapaola e Cursoti, egli do- vrà rispondere di estorsione ai danni di un ex altro consigliere pometino, titolare di un noto bar. Ieri mattina davanti al Gip Vincenzo Trivellini e ai pubblici ministero Diana De Martino e Salvatore Filippo Vitello sono sfilati i primi imputati. Il primo ad essere ascoltato è stato il presidente del Latina Calcio, Deodati. Al termine del- l’interrogatorio, durato un paio d’ore, l’avvocato Gianmichele Gentile, legale del- l’imprenditore, ha riferito che il suo assistito ha decisamente negato di aver elargito tangenti milionari ad amministratori pometini per avere assegnati degli appalti, ag- giungendo che Deodati era stato contattato dal Consorzio Gfm che, dopo aver ottenuto l’appalto, si era rivolto a lui per eseguirlo quale grosso imprenditore in materia di rifiuti solidi. Gentile ha spiegato quindi che a negoziare l’appalto con il Comune era stato lo stesso consorzio (cui aderisce anche la Spe Srl di Romeo Ca- ronti, tra gli undici arrestati) che già si occupava della manutenzione del verde pubblico e degli edifici comunali, sottolineando subito dopo che Angelo Deodati era entrato in scena solo quando ormai gli accordi erano stati raggiunti. Il legale ha chiesto al Gip Trivellini l’attenuazione della misura cautelare per il trasferimento agli arresti domiciliari, annunciando che entro oggi presenterà la relativa documenta- zione medica sulle condizioni di salute del suo assistito. Intanto, è trapelato che sono state effettuate numerose perquisizioni in abitazioni, uffici ed esercizi commer- ciali di esponenti politici di Pomezia, per lo più di ex consiglieri dell’Amministra- zione Aureli. Negli uffici comunali di piazza Indipendenza e di piazza San Bene- detto i carabinieri del Gruppo di Frascati, con la collaborazione di quelli di Pome- zia, hanno inoltre posto sotto sequestro voluminosi faldoni; pratiche che riguarde- rebbero soprattutto gli atti relativi al Consorzio Gfm, quelli sui lavoratori socialmen- te utili nonché delibere di consiglio comunale (in particolare quelle dell’11 e del 22 dicembre scorsi) e di giunta.
IL MISTERO GFM
POMEZIA Il Consorzio Gfm fa la sua comparsa a Pomezia nel di- cembre ’99, quando l’assessore al personale, Massimo Cervoni, annunciò che era stata siglata la convenzione tra la Giunta Aureli e tale organismo (che solo in un secondo mo- mento indicò la Spe Srl quale soggetto gestore), che, a partire dal 1° gennaio a- vrebbe assorbito 45 lavoratori socialmente utili da impiegare per la manutenzione degli immobili e delle strade comunali e per la cura del verde pubblico.
Perplessità vennero sollevate da più parti, visto che del Consorzio Gfm, allora co- me oggi, poco o nulla si sapeva. Esattamente un anno dopo il consiglio comunale, presieduto da Roberto Manzi, decise di affidare al Gfm senza gara d’appalto il ser- vizio di rsu; così come successe per la Spe, anche in questo caso solo successiva- mente si seppe che al Consorzio in questione aderiva anche la Ipi.
INTERROGATO MAURIZIO AURELI
<E’ un’ordinanza nulla, illegittima ed ingiusta e questo lo sosterremo fino al- la fine>, a parlare sono gli avvocati Giorgio Di Micco e Giovanni Cozzo, difensori dell’ex sindaco Maurizio Aureli, che ieri mattina è stato interrogato dal Gip Trivel- lini e dal pm De Martino: <Aureli ha respinto l’accusa di corruzione in concor- so con riferimento a due specifiche deliberazioni. Una è quella di indirizzo programmatico (la 160 dell’11 dicembre 2000), l’altra la 171 del 22 dicem- bre - hanno riferito i legali - L’accusa sostiene che i vari amministratori, com- preso il sindaco, si erano messi d’accordo con Caronti e Deodati, titolari del- le due imprese della Gfm, per fargli vincere l’appalto e poi successivamente hanno ricevuto dei soldi. Per quanto mi riguarda, c’è un presupposto di fatto erroneo, per- ché Aureli non ha votato la deliberazione di affidamento. Non solo: era assente. Domani depositeremo due deliberazioni dalle quali si evin- ce che lui aveva insistito a portare in consiglio prima del novembre 2000 la gara d’appalto. Questo - hanno aggiunto Di Micco e Cozzo - è sintomatico che Aureli non voleva assolutamente che il tutto finisse a trattativa privata, ma che, al contrario, voleva una gara pubblica. Poi per quanto riguarda le inter- cettazioni ambientali, ci siamo riservati di presentare una memoria scritta. Noi abbiamo inoltre insistito affinché il giudice revochi l’ordinanza, perché basata sul presupposto erroneo di non essere a conoscenza che il sindaco non ha partecipato alla deliberazione che viene indicata nell’atto amministrativo che ha perfezionato la collusione. Non riteniamo poi che vi sia pericolo di in- quiname nto delle prove>
Sabato 9 giugno 2001
Fiorenzo D’Alessandri rimesso in libertà,
arresti domiciliari per Enio Di Giulio
Interrogatori a raffica
A Regina Coeli sono proseguiti gli interrogatori dei dodici arrestati con l’accusa di corruzione aggravata per atti contrari ai doveri d’ufficio. Intanto, ha fatto la sua ri- comparsa in città l’ex capogruppo dei Ds Fiorenzo D’Alessandri, rimesso in li- bertà dopo che, secondo quanto trapelato, avrebbe fornito degli elementi utili al proseguo delle indagini; in particolare avrebbe riferito sul coinvolgimento di altri politici locali nel presunto giro di mazzette elargite dagli imprenditori Angelo Deo- dati e Romeo Caronti. Nel frattempo nel carcere romano erano ripresi gli inter- rogatori. Enio Di Giulio, ex consigliere socialista, è stato l’unico al quale siano stati già concessi gli arresti domiciliari con permesso di lavoro: <Il mio assistito si è dichiarato innocente. E’ rimasto coinvolto in questa storia perché in alcune conversa zioni viene indicato come uno dei possibili tangentisti, cosa che non è - ha detto l’avvocato Alberto Veccia - Gli hanno dato i domiciliari sia per- ché la sua po- sizione processuale è più leggera rispetto a quella degli altri, sia perché i pm non hanno altri riscontri sia perché ha una situazione familia- re particolare, dovendo stare al bar>. Per gli altri coimputati ancora dietro le sbarre, i rispettivi avvocati hanno fatto richiesta della revoca della custodia caute- lare e al tempo stesso la derubricazione dell’accusa in quella meno pesante di cor- ruzione impropria. L’ex vicesindaco Massimo Cervoni, si è avvalso della facol- tà di non rispondere: <C’è una sola intercettazione che gli viene attribuita e fino a che non si potranno esaminare gli atti non posso avere la certezza che si tratti di lui - ha detto il suo legale, Michele Arditi di Castelvetere - Presen- teremo una memoria scritta dove chiariremo alcuni aspetti importanti, come il fatto che si sia trattato di una delibera di consiglio e non di giunta e che quindi Cervoni non ha potuto concorrere alla formazione della volontà am- ministrativa, non potendo tra l’altro disporre dei mandati di pagamento> Per quanto riguarda Francesco Chiarello (An), ha risposto a tutte le domande rivol- tegli: <Gli indizi a suo carico non sono né gravi, né precisi né concordanti. Quindi il provvedimento cautelare nei suoi confronti è stato esagerato. Pote- va benissimo essere interrogato a piede libero - ha riferito l’avvocato Bruno Ricciotti - Oltretutto non partecipò alla delibera che approvava l’affidamen- to alla Gfm, visto che tutto il gruppo di An uscì dall’aula>.Anche Paolo Va- lentini (Ccd) ha negato ogni addebito: <Come difesa siamo in difficoltà perché stiamo lavorando sui piccoli stralci di conversazioni dai contenuti contraddit- tori allegate all’ordine di custodia cautelare - ha detto l’avvocato Giorgio Di Micco - e non ci fanno comprendere bene i passaggi. Contraddizioni che so- no comunque dimostrative della mancanza di partecipazione di Valentini>.
Preoccupati per il futuro i lavoratori rsu dopo l’arresto di Deodati e Caronti
L’arresto dei due titolari della Ipi Srl e della Spe Srl, rispettivamente Angelo Deo- dati e Romeo Caronti ha destato non poca apprensione nei lavoratori impiegati nel servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, nello spazzamento delle strade e nella manutenzione e cura degli edi- fici comunali e delle aree verdi pubbliche. I dipen- denti, infatti, sono preoccupati per il loro futuro occupazionale, temendo che vi sia il rischio concreto che, nel caso venisse revocato l’affidamento al Consorzio Gfm dei vari servizi, sarebbero costretti a rimanere a casa. Una eventualità che non si dovrebbe comunque verificare, visto che l’intero territorio non può fare a meno di essere pulito e i cassonetti svuotati dalle immondizie, soprattutto in un periodo co- me questo in cui aumentano considerevolmente le presenze dei villeggianti per lo più sul litorale di Torvaianica. Nel contempo i cittadini continuano ad essere scon- tenti su come viene svolto il servizio di rsu, con molti cassonetti ancora in pessimo stato e quasi sempre maleodoranti per non essere lavati secondo le modalità pre- viste sul capitolato d’appalto, sottoscritto in calce in dicembre dall’Ipi e dalla Spe. C’è inoltre chi si dice pronto a promuovere una petizione popolare per contestare il sostanzioso aumento della Tarsu stabilito dall’ex Giunta Aureli; incrementi che sono sembrati ingiustificati e che, sospettano i proponenti della raccolta di firme, forse sarebbero serviti alle <mele marce> solo per spartirsi un’altra sostanziosa fetta di denaro attingendo a piene mani nelle già scarne tasc he dei contribuenti.
Martedì 12 giugno 2001
Si allarga l’inchiesta sulle tangenti. Nuovi iscritti nel registro degli indagati
“Travisato il senso delle parole”
Roberto Manzi, sentito dal Gip, si dichiara innocente: “Quelle frasi intercettate sono state male interpretate”
Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta sul presunto giro di mazzette per l’appalto dei rifiuti; bustarelle che sarebbero state elargite a piene mani dai due imprenditori An- gelo Deodati e Romeo Caronti, rispettivamente titolari della Ipi Srl e della Spe Srl. Ex amministratori e politici sarebbero stati iscritti sul registro degli indagati. Tra i nomi circolati, quello del consigliere regionale ed ex capogruppo consiliare di An, Luigi Celori, che però smentisce ogni suo coinvolgimento: <Tutti sapevano che An era contraria all’affidamento diretto del servizio di rsu, volendo invece una regolare gara europea - ha affermato - Ci siamo sempre battuti affinché la cosa non passasse. Io non ho nulla da nascondere e se mi chiameranno ri- sponderò serenamente. Per quanto riguarda Francesco Chiarello, sono sicu- ro che riuscirà a dimostrare la sua estraneità ai fatti>. Ostenta tranquillità an- che l’ex consigliere Flavio Leonori, intestatario, a quanto è trapelato da ambienti investigativi, di un conto bancario con cifre da capogiro: <L’affidamento al Con- sorzio Gfm è sta- to un atto legittimo del consiglio comunale. Io scrissi l’e- mendamento dell’11 dicembre - ha dichiarato ieri mattina Leonori - su espressa richiesta di Omero Schiumarini, che ritenne che fossi in grado di formularlo meglio di lui avendo io una maggiore conoscenza amministrativa. Non credo che in questo ci sia niente di male, anche perché era un modo con cui il con- siglio comunale po- teva abbreviare i tempi, in considerazione che quelli di una gara europea sarebbero stati molto lunghi e che si era in forte ritardo>. Leonori ha precisato di non ricordare chi sottoscrisse l’atto insieme a lui. Intanto, a Regina Coeli è stato interrogato dal Gip Trivellini anche l’ex presidente del consi- glio Roberto Manzi: <Il mio assistito si è detto innocente. Inoltre ha spiegato che cosa intendesse dire in al- cune intercettazioni dove si sente la sua voce - ha riferito l’avvocato Giovanni Di Battista - Frasi che sono state interpretate in maniera del tutto erronea dagli inquirenti. Quando ad esempio diceva “la- voriamo tutti e siamo tutti contenti” riferendosi a opere pubbliche di minimo im- porto (cui è consentito l’affidamento diretto), non intendeva dire “siamo tutti contenti perché prendiamo i soldi”, bensì che lo si era perché “la ditta presentata da un consigliere lavorava e il consigliere al tempo stesso era politicamente soddi- sfatto”>.
La posizione politica di Rifondazione comunista
“Un Comitato d’affari dentro la città”
POMEZIA <Quanto sta succedendo a Pomezia è la prova dell’esistenza di un “comitato d’affari” in cui si trovano accomunati potentati economici e soggetti politici, senza distinzione di partito o schieramento; un comitato co- stituito allo scopo di appropriarsi della città, sovrapponendo i propri perso- nali egoismi ai legittimi interessi dei cittadini>. Questo il commento di Franco Boager, segretario del circolo pometino di Rifondazione comunista in merito al- l’ondata di arresti di ex amministratori e imprenditori per un giro di presunte tan- genti. <Pur non esprimendo giudizi, che competono esclusivamente alla ma- gistratura, non possiamo non constatare come tali arresti eccellenti confer- mino ampiamente quanto da noi pubblicamente denunciato - ha detto l’espo- nente politico -Trova og- gi possibile spiegazione il ribaltone tenacemente per- seguito dall’ex sindaco Aureli, i ripetuti cambi di casacca di alcuni consiglie- ri, il “licenziamento in tronco” di quei assessori (tra i quali due espressione di Prc), considerati un ostacolo all’approvazione di alcune delibere ed, in par- ticolare, di quella relativa all’Aser che, a nostro avviso, potrebbe essere og- getto di un prossimo e ben più ampio intervento da parte dell’autorità giu- diziaria>. Boager invita la citta- dinanza a manifestare democraticamente la pro- pria opposizione, sottoscrivendo la petizione popolare con cui si chiede l’annulla- mento della convenzione stipulata tra il Comune e l’Aser.
Martedì 12 giugno 2001
Il presunto giro di mazzette
Si ipotizza l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso
Proseguono le indagini sul presunto giro di tangenti che sarebbero state elargite da- gli imprenditori Angelo Deodati e Romeo Caronti a sindaco, vicesindaco e con- siglieri comunali per aggiudicarsi il servizio si nettezza urbana. Intanto alcuni degli arrestati hanno già lasciato il carcere romano di Regina Coeli per raggiungere le più confortevoli mura domestiche. Sono già ai domiciliari: Enio Di Giulio (Lega soc.), Francesco Chiarello (An) e Romeo Caronti, Angelo Deodati; un provvedi- mento che ufficialmente nei confronti del primo è stato attuato per necessità lavora- tive (titolare di un bar in via Naro, non avrebbe avuto nessuno in grado di sostituir- lo), per motivi di salute invece nel caso di Caronti e Deodati. Al momento, l’unico ad essere stato rimesso in libertà è stato l’ex capogruppo dei Ds Fiorenzo D’A- lessandri. Tuttavia, come detto, potrebbero lasciare Regina Coeli anche altri arre- stati, sempre che il Gip Trivellini o il Tribunale del riesame decida di accogliere le istanze presentate dagli avvocati di Schiumarini, Manzi, Valentini, Aureli, Cer- voni, Mauro; quest’ultimo sembrerebbe che in tutta questa vicenda abbia avuto il ruolo di cassiere, come parrebbero dimostrare le numerose intercettazioni ambien- tali e telefoniche che lo riguardano. Una inchiesta che si sta allargando a macchia d’olio e che si intreccia con quella sull’Aser, la tanto contestata convenzione da tempo sotto il mirino della magistratura. Gli inquirenti, secondo quanto trapelato, sarebbero quanto mai convinti che negli ambienti politici e amministrativi di Pome- zia vi fossero persone che non potevano non essere a conoscenza di quanto stesse accadendo. Nonostante gli avvocati per i propri assistiti abbiano chiesto la deru- bricazione dell’accusa da corruzione aggravata a corruzione impropria (proces- sualmente meno “pesante”), le posizioni delle persone coinvolte potrebbero aggra- varsi ulteriormente. Infatti, indizi e mezze ammissioni potrebbero far configurare l’i- potesi di associazione a de- linquere, che potrebbe a sua volta sfociare in associa- zione di stampo mafioso, secondo quanto previsto da un dispositivo di legge di re- cente introduzione nel caso di elargizione di bustarelle per ottenere appalti. Da fonti confidenziali, non si potrebbero escludere accertamenti fiscali e bancari nonché approfondite verifiche contabili incrociate nei riguardi della Ipi Srl e della Spe Srl, le società che fanno parte del Consorzio Gfm arl e di cui sono rispettivamente titolari i due imprenditori Deodati e Caronti.
Mercoledì 13 giugno 2001
SI DIRADA LA NEBBIA SUL CONSORZIO GFM
Rimangono ancora in carcere sette delle dodici persone arrestate per la tangen- topoli pometina. Quanto sta avvenendo in questi giorni a Pomezia, sarà al centro di una riunione indetta per stasera dal direttivo dei Ds, nell’ambito della quale si deciderà se prendere o meno dei provvedimenti nei confronti dell’ex capogruppo Fiorenzo D’Alessandri. Intanto si inizia diradare la fitta coltre di nebbia che avvol- ge il Consorzio Gfm a r.l., cui ancora oggi poco si conosce e al quale in fasi diver- se si è scoperto che vi avevano aderito la Ipi di Angelo Deodati e la Spe di Ro- meo Caronti. Spulciando nel registro delle imprese della Camera di commercio di Roma, si è potuto apprendere che il Consorzio Gfm è stato iscritto alla Camera di Commercio nell’ottobre del 1997 e che ha sede legale a Roma, in via Don Filip- po Rinaldi 14, box 11; proprio il riferimento a una casella postale desta una certa curiosità, che si tramuta in perplessità se si compone il numero di telefono impres- so sulla carta intestata, visto che rispondono le centraliniste dell’Alma Sas, società specializzata nella gestione di servizi aziendali. Il che fa supporre che si tratti di un ufficio “virtuale”. Per quanto riguarda l’atto costitutivo, è stato redatto dal notaio Giancarlo Giuliani. Il Consorzio Gfm nel 1999 ha dichiarato di non avere dipen- denti né indipendenti. Per quanto riguarda il consiglio di amministrazione, è forma- to da tre persone: presidente (dal 4 ottobre 2000), il 62enne Alvaro Mazza; vice- presidente, la 34enne Loredana Mazza; consigliere il 36enne Marcello Mazza. Il fondo consortile (equivalente al capitale) ammonta a dieci milioni di lire. L’attività prevista dall’atto costitutivo è relativa alla manutenzione edile, stradale, di immo- bili a uso pubblico, aree verdi, veicoli (autobus), smaltimento dei rifiuti di urbani e assimilati, non pericolosi prodotti da terzi, pericolosi. Come attività prevalente è indicata quella dei servizi di pulizia. Il consorzio è iscritto all’Albo nazionale degli smaltitori dal 21 luglio 2000, data in cui è stato attribuito anche il codice di attivi- tà. Sul monte Terminillo (Rieti) il Gfm si occupa anche di una mensa aziendale di una casa per ferie per i dipendenti del Ministero della difesa aeronautica. Non si fa, invece, menzione delle società aderenti, quali, ad esempio, la Ipi e la Spe, che a Pomezia si occupano del servizio di nettezza urbana.
Giovedì 14 giugno 2001
Non si ferma l’inchiesta sulla tangentopoli dei rifiuti solidi urbani
Si indaga su assunzioni “finte”
E i sindacati chiedono garanzie sul futuro dei lavoratori
Non accenna a placarsi la bufera sul presunto giro di tangenti che vede coinvolti numerosi ex amministratori, imprenditori e politici. I riflettori sono ancora una volta puntati sul Consorzio Gfm, incaricato del servizio di nettezza urbana nonché della manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici comunali e del verde pubblico. Vi è preoccupazione da parte dei lavoratori per il ventilato rischio che la conven- zione possa venire meno. Infatti, a quanto sembra, l’atto di affidamento potrebbe non essere mai stato perfezionato. La convenzione, lo ricordiamo, fu stipulata ba- sandosi su una legge che consentiva l’affidamento diretto nel caso il privato avesse assunto a tempo indeterminato il 40% dei lavoratori socialmente utili. Fatto sta, che solo una parte dei 16 lsu destinati ad essere spostati dagli uffici al servizio di nettez- za urbana accettò passivamente la decisione, tanto da ricorrere al Tar, che poi a- veva dato ragione imponendo al Comune di riprenderli. Ebbene, pur di far mante- nere in piedi il tanto contestato affidamento, sembrerebbe che si sia ricorso ad al- l’escamotage delle assunzioni fittizie: lsu che ufficialmente sarebbero stati <con- trattualizzati> da una delle ditte aderenti al Consorzio, mentre, in realtà, sembra che tali lavoratori non abbiano mai lasciato il posto che era stato loro dato dal Comu- ne. Se abbia un fondamento di verità, lo accerteranno gli inquirenti; non a caso nei giorni scorsi i carabinieri di Frascati sembra abbiano acquisito oltre agli gli incar- tamenti relativi al Gfm, anche quelli sugli lsu. Anche le organizzazioni sindacali vo- gliono chiarezza e essere rassicurati in merito al futuro occupazionale dei lavoratori. Motivo per cui il segretario della Uil, Enzo Iannucci, anche a nome della Cgil e del- la Cisl, ha chiesto un incontro urgente al Commissario prefettizio, ammonendo che se tale vertice non si terrà entro il prossimo martedì verrà indetta una manifestazio- ne di piazza. Intanto sul fronte delle indagini, la magistratura rivolge sempre mag- gior attenzione all’A.ser, che a Pomezia così come ad Aprilia si occupa della ge- stione delle entrate e della riscossione dei tributi: anche qui sembra si suppone un giro di bustarelle finite nelle tasche di ex amministratori pometini, tanto che si ventila di un trasferimento degli atti giudiziari dalla Procura di Latina a quella di Roma. Per quanto riguarda gli ex consiglieri comunali Francesco Chiarello (attualmente agli ar- resti domiciliari) e Luigi Celori, il Coordinamento dei circoli di An di Pomezia, tra- mite il suo presidente, Saverio Pagliuso, ha espresso piena solidarietà nei loro con- fronti ribadendo la loro estraneità ai fatti.
E il municipio “rischia”
anni di commissariamento
La tangentopoli pometina potrebbe abbattersi come un macigno sulla città. Que- st’ultima rischia infatti un commissariamento anche di qualche anno, quindi per un periodo ben più lungo di quello previsto per lo scioglimento del consiglio per dimis- sioni. Uno spettro che potrebbe materializzarsi se verrà provata l’infiltrazione della criminalità organizzata negli ambienti politico/amministrativi. Si tratta di una even- tualità prevista dalla legge sugli enti locali nel caso in cui, sulla base di fondati ele- menti comunque acquisiti, si appuri che nell’ambito di una amministrazione comu- nale esistano <tentativi di tipo mafioso nelle attività riguardanti appalti, con- cessioni, subappalti, cottimi, noli a caldo o contratti similari per la realizza- zione di opere e di lavori pubblici>.
Venerdì 15 giugno 2001
Denuncia del Coordinatore delle RdB sulle presunte assunzioni “false” alla Gfm
“La triplice? E’ ambigua”
<Quello che non accettiamo è che questi sindacati che oggi alzano la voce, sono quegli stessi che hanno firmato tutti gli accordi con l’Amministrazione Aureli facendo dei lavoratori carne da macello. Sono quegli stessi sindacati che difendono tra l’altro l’Aser, sia ad Aprilia sia a Pomezia>. Parole dure pronunciate a chiare lettere da Patrizio Cacciotti, uno dei coordinatori regionali della Federazione delle rappresentanze di base, sindaco autonomo che tutela i la- voratori socialmente utili e che da sempre è molto critico nei confronti delle priva- tizzazioni. Dopo la bufera che si è abbattuta sul consorzio Gfm e sulle sue due a- ziende aderenti Ipi e Spe (che sembra abbiano fatto delle assunzioni fittizie) Cac- ciotti non risparmia dure accuse a Cigl, Cisl e Uil: <Adesso gridano allo scandalo e sono preoccupati perché le assunzioni sono false… da quale pulpito viene la predica. Loro che hanno sottoscritto degli accordi con l’Amministrazione de- rogandola addirittura dall’obbligo di attivare il 30 per cento della riserva per l’assunzione degli lsu ha dichiarato senza mezzi termini l’esponente della Rdb Io ho tutti gli atti da loro sottoscritti; tra i tanti ce ne è uno siglato da Iannucci, Iannilli e di Legge dove si parla di lavoratori che dovevano essere assegnati parte all’Aser parte alla Gfm. Poi ne ho altri ancora che sollecitavano l’amministrazione alla stabi- lizzazione dentro questo consorzio Gfm. Voglio dire, adesso è troppo facile scen- dere dal cavallo che sta perdendo. Cgil, Cisl e Uil sono quei sindacati che hanno stabilizzato dentro le cooperative nazionali 17 mila lavoratori lsu della scuola, con salari da fame che non superano il milione al mese, con orari di lavoro massacranti e fuori da ogni tipo di circuito e anche probabilmente dai diritti sindacali; gli stessi sindacati che hanno firmato gli accordi con Deodati, con Caronti, Aureli eccetera>. Patrizio Cacciotti afferma di non avere dubbi che dietro l’esternalizzazione dei ser- vizi da parte dell’ente pubblico vi sia in realtà <un problema tangentizio>. Il Coordinatore regionale ha reso noto di aver già incontrato il commissario prefet- tizio, Antonio D’Acunto: <Come Rdb gli abbiamo detto che siamo per le as- sunzioni degli lsu all’interno dell’ente pubblico, possibilità prevista dalla leg- ge. Abbiamo aggiunto che non c’è alcuna fretta, ma al tempo stesso gli ab- biamo chiesto di congelare queste stabilizzazioni>.
Sabato 16 giugno 2001
L’Arcobaleno si presenta
Di Carlo: “Non vogliamo fare processi sommari”
POMEZIA <Abbiamo voluto evitare di fare un processo sommario>, così l’ex vicesindaco ed ex diessino Antonio Di Carlo ha spiegato il perché nel corso della prima uscita ufficiale del neo movimento Arcobaleno del quale lo stesso Di Carlo è uno dei promotori si è preferito sorvolare sulle vicende giudiziarie che ve- dono coinvolti nove esponenti del mondo politico/amministrativo di Pomezia, a partire dall’ex sindaco Maurizio Aureli. Una presa di posizione che ha colto di sor- presa i molti convenuti al convegno, i quali, al contrario, si aspettavano un deciso <je accuse> dal nuovissimo organismo nei confronti della passata Amministra- zione comunale, caratterizzata da continui e repentini cambi di casacca. Vittorio Tortora in apertura dei lavori ha precisato che: <noi non possiamo e non voglia- mo entrare in giudizi, visto che ci sono anche delle indagini in corso. In ogni caso, a prescindere dalla realtà che verrà fuori, è indubbio che nell’Ammini- strazione Aureli è mancata trasparenza e chiarezza, c’è stata molta confu- sione>. Il compito di delineare i punti programmatici dell’Arcobaleno è spettato all’ex consigliere comunale Fabrizio De Lorenzi (su sociale e scuola), a Maurizio Schiavon (sull’attività sportiva), ad Alessandro Predellini (sullo sportello unico per le imprese) ed ad Alessandro Serafini (sull’ambiente e lo sviluppo del territorio). Quindi ha preso la parola Di Carlo che ha ribadito che l’Arcobaleno rimarrà total- mente indipendente da qualunque partito e che non sarà un movimento passeggero: <Noi vogliamo la nascita e la crescita di una nuova classe dirigente e non vo- gliamo avere nulla a che fare con i componenti del vecchio consiglio comu- nale, ad eccezione di quelli che hanno avuto la capacità di distinguersi e que- sto non certo dopo la tempesta ha detto l’ex vicesindaco Noi non ci accorde- remo con nessuno che non sostenga fino allo stremo che i tributi debbano tornare alla gestione diretta del Comune, così come riteniamo che sia im- prenscindibile che il servizio di nettezza urbana debba essere affidato tramite una gara europea>.
Domenica 17 giugno 2001
CGIL, CISL E UIL REPLICANO ALLA RDB
Dopo il duro attacco sferrato alla triplice da Patrizio Cacciotti, uno dei coordinatori regionali della Federazione delle Rappresentanze di Base, non è tardata ad arrivare la reazione dei sindacati unitari. Al centro delle critiche di Cacciotti, lo ricordiamo, gli accordi sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil e l’assorbimento di lavoratori socialmente utili da parte del Consorzio Gfm; quest’ultimo nel mirino degli inquirenti (sembra anche per delle assunzioni fittizie proprio di lsu), tanto sono stati posti sotto seque- stro gli atti relativi alla convenzione: <Le dichiarazioni del responsabile regionale delle RdB sono prive di fondamento. La Cgil, Cisl e Uil non hanno detto che le assunzioni siano state false. Al contrario si legge in una nota stampa diramata da Claudio Iannilli, segretario generale della Cgil di Pomezia i lavoratori interes- sati sono stati tutti assunti con regolare contratto di lavoro. Se Cacciotti ri- tiene di avere in mano prove, le porti al Magistrato; i documenti o meglio gli accordi di cui lui parla sono pubblici e non lasciano nessuna interpretazione oscura. Abbiamo stabilizzato circa 170 lavoratori: questo è sempre stato il nostro obiettivo. La nostra posizione fin dall’inizio è stata e rimane la costru- zione di una Multi Servizi sulla Filiera Ambiente e Manutenzione e per arri- vare a ciò occorre procedere per tappe. Una posizione riscontrabile su tutti i verbali, come è altrettanto chiaro che si doveva arrivare ad un bando pub- blico a rispetto delle normative europee. Certo, per realizzare tali obiettivi sono necessari degli accordi si legge ancora del comunicato cosa che le Rap- presentanze di Base non concepiscono come pratica: è più facile starnazzare o illudere con facili assunzioni che dare risposte occupazionali stabili>. Iannilli sottolinea che dalla dichiarazione di Cacciotti traspare una <commistione di inte- ressi oscuri> aggiungendo che <se non si fa demagogia, si porti tutto al Magi- strato e si lasci che la giustizia faccia il suo corso. Fare dichiarazioni roboan- ti solo per riscuotere qualche consenso e giocare sulla pelle dei lavoratori è realmente meschino. Si parla di documenti da noi sottoscritti facendo inten- dere chi sa quale macchinazione. Per queste ragioni è mia ferma intenzione chiamare Patrizio Cacciotti a rispondere ai miei legali delle sue affermazioni nei confronti della Cgil e della mia persona>.
Venerdì 22 giugno 2001
Intanto D’Alessandri è stato espulso dal partito
Rifiutopoli, oggi le sentenze del “Tribunale del riesame”
I Ds si costituiranno parte civile
POMEZIA Ancora non è possibile sapere se l’ex sindaco Maurizio Aureli, l’ex consigliere Paolo Valentini e l’ex vicesindaco Massimo Cervoni potranno lasciare o meno il carcere di Regina Coeli. Infatti, il giudice del Tribunale del riesame non ha ancora reso noto il suo parere in merito ai ricorsi presentati dai rispettivi legali, i quali hanno richiesto la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei propri assistiti. Una riserva che comunque dovrebbe essere sciolta entro stamani. Nel frat- tempo la bufera si è abbattuta sui Democratici di sinistra dopo che l’intero gruppo consiliare è finito nel mirino della magistratura per il presunto giro di mazzette che sarebbero state elargite dagli imprenditori Angelo Deodati e Romeo Caronti per ot- tenere l’affidamento diretto del servizio di nettezza urbana. Per Fiorenzo D’Alessan- dri è arrivata l’espulsione dal partito, richiesta che era stata avanzata al collegio dei garanti dal commissario pometino dei Ds, Tonino D’Annibale. Ieri mattina, invece, l’ex presidente del consiglio comunale, Renzo Antonini, ha formalmente comunicato ai vertici del partito la decisione di autosospendersi; una presa di posizione assunta a seguito dell’ultima ondata di perquisizioni. Da parte sua Fabrizio De Lorenzi (sem- pre in posizione fortemente critica nei confronti del suo gruppo consiliare), anch’egli indagato, si dice tran- quillo ed ha aggiunto che risponderà senza alcun timore a tutte le do- mande che gli inquirenti gli vorranno rivolgere. I Democratici di sinistra in se- rata hanno diffuso una nota stampa con la quale espri- mono piena fiducia nel lavoro della magistratura ed auspicano che <la giustizia faccia il suo corso chiarendo tutti gli aspetti della vicenda giudiziaria recentemente emersa nel nostro co- mune>. Quindi i Ds sottolineano che: <il ribaltone di centrodestra, effettuato dall’ex Sindaco Aureli assume, alla luce dei fatti, un significato ancora più grave di quello a suo tempo denunciato dal nostro Partito, e cioè quello di vo- ler perpetuare ad ogni costo il proprio “potere”. Sin d'ora, annunciamo che ci costituiremo parte civile nel giudizio penale intrapreso contro tutti i responsa- bili delle vicende di malaffare emerse, che hanno purtroppo coinvolto anche l'ex capogruppo dei Ds, prontamente espulso dal Partito, per la tutela dell’im- magine e della dignità di tutti i no stri iscritti>.
Sabato 23 giugno
Il Tribunale del riesame rigetta l’istanza per la scarcerazione di Maurizio Aureli
L’ex sindaco resta in carcere
Respinte anche le richieste per Cervoni e Valentini
Tolta la definizione di arresti per un mese: ora resteranno a regina Coeli “a tempo indeterminato”: Le reazioni degli avvocati: “Ignorata la difesa”
Dovranno restare in carcere l’ex sindaco Maurizio Aureli, l’ex vicesindaco Massimo Cervoni e l’ex consigliere comunale Paolo Valentini (Ccd) accusati di concorso in corruzione aggravata per atti contrari ai doveri d’ufficio. In questo senso si è espres- so il Tribunale della libertà che ha così bocciato il ricorso avanzato dai legali degli imputati contro l’ordinanza di custodia cautelare. Il presidente della Corte, Giancarlo Millo, è stato particolarmente severo, ritenendo che sussistano gravi indizi di colpe- volezza e che gli arrestati fossero soggetti socialmente pericolosi che se rimessi in li- bertà, avrebbero potuto contattare gli altri indagati ed inquinare le prove. E’ stato poi ritenuto ininfluente il fatto che si fossero già dimessi dalle rispettive cariche, visto che vivono nello stesso ambito sociale. Non è tutto: infatti, è stata annullata la durata di un mese fissata per l’ordinanza emessa a suo tempo dal Gip Trivellini; di conse- guenza Aureli, Valentini e Cervoni arrestati il 6 giugno dovranno rimanere in prigio- ne ben oltre la prima settimana di luglio. Sia i legali di Aureli e di Valentini (avvocati Giorgio di Micco e Giovanni Cozzo) nonché quello di Cervoni (avvocato Michele Arditi) hanno annunciato che ricorreranno in Cassazione: <Tutte le nostre istanze non sono state valutate, così come nell’ordinanza del tribunale del riesame la- mentano gli avvocati Di Micco e Cozzo non si menzionano minimamente le no- stre eccezioni di nullità né si fa cenno a tutti i documenti che abbiamo prodot- to. Noi non ci arrendiamo in quanto crediamo fer- mamente all’assoluta in- nocenza dei nostri assistiti e, pertanto, fino alla fine rimarremo su questa posi- zione>. Non si può escludere che tale pronunciamento si possa riflettere sugli altri ex amministratori e imprenditori che si trovano ancora a Regina Coeli (Vincenzo Mauro, Omero Schiumarini, Roberto Manzi) o agli arresti domiciliari (Enio Di Giu- lio, Francesco Chiarello, Angelo Deodati e Romeo Caronti). Infatti, chi non avesse fatto ricorso al tribunale del riesame (o se lo avesse fatto, come Manzi, Schiumarini e Deodati, decida di rinunciarvi all’ultimo momento) potrebbe essere rimesso in li- bertà alla scadenza naturale dell’ordinanza cautelare ai primi del prossimo mese; a meno che i pubblici ministeri non avanzino una nuova richiesta al Gip sottolineando ancora una volta la loro pericolosità sociale. Gli inquirenti ritengono plausibile che, alla luce di quanto emerso nel corso degli interrogatori dei tanti indagati, una even- tuale accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso.
Durissimo il contenuto dell'ordinanza
Esistono collusioni imprenditori-politici
E' "pesantissima" l'ordinanza del Tribunale per il Riesame sulla richiesta di scarce- razione fatta per Aureli, Cervoni e Valentini. All'interno si fa riferimento a specifiche intercettazioni: per Cervoni "i soldi arrivano da Romeo" (Caronti, ndr), per Valen- tini "la torta e di dieci fette", per Aureli addirittura il Tribunale parla di "innume- revoli" ri- scontri, e fa riferimento a frasi che parlavano di "mazzette" dalle quali pre- levare "subito 50-60 milioni", prima della suddivisione e della consegna ad altri due consiglieri. Sempre ad Aureli è attribuita la frase "i lavori pubblici sono fonte sicu- ra". Per il tribunale, a questo punto, è "eufemistico parlare di gravi indizi, mentre risulta evidente che sussiste la esigenza di cautela processuale di evitare l'in- quinamento probato rio possibile dalle interferenze degli indagati nelle indagini in corso". Sempre secondo il Tribunale, "è manifesta la necessità di evitare che gli indagati possano avvicinare persone al corrente dei fatti". L'ordinanza scen- de anche sul terreno delle responsabilità personali: "dagli atti - si legge - emerge con evidenza che gli indiziati concepivano la loro attività come strumento di arricchimento personale ed è chiara la piena disponibilità per il compimento di ulteriori reati della stessa specie". Una fotografia a tinte fosche del mondo politico locale. Un quadro, però, che non ri- sparmia la parte imprenditoriale. Si parla infatti di "stabili collegamenti di interessi con il mondo imprenditoriale e quello poli- tico". Gli indagati secondo il tribunale sono "pericolosi", per questo si "rende ne- cessaria la detenzione in carceri quale misura idonea ai fini di tutela della col- lettività". Il tribunale del Riesame, dunque, ha accolto in pieno la tesi degli inve- stigatori del Gruppo Carabinieri di Frascati, non ritenendo al contrario sufficienti le controdeduzioni degli avvocati difensori. Non solo, ma il Riesame e andato oltre la precedente disposizione del Gip che aveva ritenuto di porre il termine di trenta giorni dalla carcerazione preventiva: alla fine dei ragionamenti del dispositivo, infatti, se- condo il Riesame "ne consegue l'elimina- zione del termine temporale di effica- cia", e per questo conferma d'ordinanza di carcerazione trasformandola di fatto, in una detenzione a tempo indeterminato.
Domenica 24 giugno
I pm chiedono l’annullamento del beneficio degli arresti domiciliari
“Devono tornare in carcere”
Richiesta formulata per Deodati e Caronti
Intanto l’ex consigliere regionale Alba Rosa parla di “una classe politica che ha portato allo sfascio la città. Bisogna avere il coraggio di chiedere scusa ai cittadini”. E lancia precise accuse di responsabilità a D’Alessandri
Proseguono a ritmo serrato le indagini sul presunto scambio di bustarelle per ottene- re l’affidamento diretto dell’appalto di nettezza urbana. E’ notizia dell’ultima ora la richiesta avanzata dai Pm De Martino e Vitello di rispedire dietro le sbarre gli im- prenditori Angelo Deodati e Romeo Caronti, rispettivamente titolari della Ipi Srl e della Spe Srl, aziende facenti capo al Consorzio Gfm. Infatti, i due magistrati hanno presentato appello contro la decisione del Gip della Procura di Roma Trivellini che aveva concesso ai due gli arresti domiciliari in considerazione del loro precario stato di salute. Tuttavia, per i pm dalla documentazione medica fornita dai legali le condi- zioni fisiche di Deodati e Caronti non risulterebbero talmente gravi da non poter soggiornare in carcere. Intanto, sul fronte politico si registra la netta presa di posi- zione di <Nuova sinistra> corrente di pensiero dei Democratici di sinistra a Po- mezia rappresentata da Walter Bianco, da Mario Borgo Caratti e dall’ex consigliere regionale Alba Rosa. Que-st’ultima sottolinea con amarezza come a Pomezia vi sia <una classe politica che ha portato allo sfascio la città e che comunque ha in- dotto i cittadini a schifarsi della politica. Pertanto la gente da noi si aspetta una risposta politica, seria, efficace, per risalire e ricominciare a campare in questa città. Si deve avere il coraggio di chiedere scusa ai cittadini. Si deve ri- trovare tra le forze sane la possibilità di ricostruire la politica. Tutti i partiti debbono capire che serve una inversione di rotta, una preparazione e una chiarezza di obiettivi>. Quindi, Alba Rosa ricorda come un anno fa (quando il sin- daco Aureli cacciò il suo vice Antonio Di Carlo) la maggioranza del direttivo Ds a- vesse avvertito che la situazione in città stesse ulteriormente degenerando, ma che nonostante questo il capogruppo diessino Fiorenzo D’Alessandri (appoggiato dai consiglieri Antonini, Iacuaniello, Toce e Nobili) si rifiutò categoricamente di seguire la linea decisa: <Era chiaro che quella giunta non decollava: si facevano mon- tagne di delibere, ma risultati non venivano e non si davano i servizi che la gente attendeva. Il Direttivo con quattordici voti favorevoli aveva approvato l’uscita da una maggioranza che non stava assolutamente facendo nulla per la città, - ha aggiunto l’esponente di Nuova sinistra ma che al contrario la stava aggravando e, se possibile, si doveva far sì che il sindaco andasse a casa. D’A- lessandri, al contrario, non volle assolutamente lasciare il governo della città appoggiato dagli altri 4 e in questo vi è una loro innegabile responsabilità po- litica>.
Mercoledì 27 giugno
Salgono a dieci gli amministratori arrestati con l’accusa di corruzione aggravata
In manette Flavio Leonori
Il suo nome sarebbe uscito durante gli interrogatori degli altri indagati. Nei giorni scorsi perquisiti casa e lavoro, poi l’ordine di cattura
Si allunga la lista delle persone finite in manette per la presunta tangentopoli del- l’immondizia. Le porte del carcere di Regina Coeli ieri pomeriggio si sono aperte anche per l’ex candidato a sindaco Flavio Leonori. Così come per Aureli, Manzi, Chiarello, Schiumarini, Mauro, Valentini, D’Alessandri, Cervoni, Di Giulio e i tito- lari della Ipi Srl e Spe Srl (rispettivamente il patron del Latina calcio Angelo Deo- dati e Romeo Caronti, entrambi attualmente agli arresti domiciliari per motivi di sa- lute) anche in questo caso l’ipotesi di accusa è quella di corruzione aggravata per atti contrari ai doveri d’ufficio; si suppone, infatti, che anche Leonori abbia preso delle <bustarelle> dai due imprenditori. A quanto è trapelato, ad incastrarlo non sarebbero state intercettazioni telefoniche o ambientali, bensì sarebbe stato addi- tato da quei ex amministratori della giunta Aureli che hanno ammesso un loro coin- volgimento. Nei giorni scorsi i carabinieri del gruppo di Frascati, al comando dal colonnello Enrico Cataldi, e coordinati dai capitani Auricchio e Sciuto, avevano passato al setaccio l’abitazione e la pizzeria di Flavio Leonori, ponendo sotto se- questro documentazione ritenuta di un certo interesse ai fini dell’indagine. Tra gli incartamenti, pare anche un emendamento, scritta di suo pugno, con il quale nel corso del consiglio comunale dell’11 dicembre 2000 l’esponente politico propose l’affidamento diretto al Consorzio Gfm dell’appalto di nettezza urbana. Nel corso di quell’assise, lo ricordiamo, uno dei principali punti all’ordine del giorno era pro- prio l’indizione della gara europea per l’appalto del servizio di raccolta dei rifiuti. Contro la prospettiva della gara si scagliò il capogruppo dei Democratici di sinistra, Fiorenzo D’Alessandri (l’unico al momento che è stato rimesso in libertà) soste- nendo che si dovesse semmai andare verso la società mista per l’ambiente, così come era stato stabilito con le organizzazioni sindacali e con le società che si erano impegnate a confluirvi; quindi il diessino propose un emendamento che andava in tal senso. Da parte sua, Flavio Leonori presentò un altro emendamento, che pre- vedeva anziché la proroga alla Slia, l’affidamento dal 1° gennaio al consorzio Gfm che già tramite la Spe si occupava della manutenzione degli edifici e delle strade comunali. Su suggerimento dell’allora capogruppo dei Democratici, Paolo Ruffini, i due emendamenti vennero infine accorpati e approvati all’unanimità dei presenti (27); assenti solo i rappresentanti di An e della Fiamma.
Giovedì 28 giugno
Previsto per oggi l’interrogatorio di Flavio Leonori
Flavio Leonori, arrestato martedì pomeriggio nell’ambito dell’inchiesta sulla pre- sunta tangentopoli dell’immondizia, ha trascorso la sua prima notte a Regina Coeli. Già oggi l’ex candidato a sindaco dovrebbe essere interrogato dal Gip Trivellini, alla presenza del suo legale, Oreste Bisaccia Terracini; quest’ultimo non ha voluto anticipare la linea difensiva né ha voluto far sapere se abbia intenzione di chiedere per il suo assistito la remissione in libertà o in subordine gli arresti domiciliari. Intan- to gli inquirenti stanno passando sotto la lente d’ingrandimento gli incartamenti se- questrati a Leonori, così come stanno esaminando con estrema attenzione la sua situazione economico/finanziaria e immobiliare. Da indiscrezioni, sembra che gli sia stato trovato un conto bancario da capogiro (pare con cifre a nove zeri) e uno <fermo> da qualche anno. Si trova in una posizione molto delicata, in quanto fu proprio lui durante il consiglio comunale dell’11 dicembre scorso quando era in atto la discussione sul punto relativo l’indizione della gara d’appalto europea per il servizio di nettezza urbana che presentò un emendamento in cui proponeva e- spressamente l’affidamento diretto al Consorzio Gfm del servizio di rsu. Qualche giorno fa, quando si vociferò di un suo possibile coinvolgimento, Flavio Leonori negò ogni addebito, sottolineando che: <L’affidamento al Consorzio Gfm è sta- to un atto legittimo del consiglio comunale. Io scrissi l’emendamento dell’11 dicembre su espressa richiesta di Omero Schiumarini (ndr attualmente in car- cere), che ritenne che fossi in grado di formularlo meglio di lui avendo io una maggiore conoscenza amministrativa. Non credo che in questo ci sia niente di male, anche perché era un modo con cui il consiglio comunale poteva ab- breviare i tempi, in considerazione che quelli di una gara europea sarebbero stati molto lunghi e che si era in forte ritardo>.
Venerdì 29 giugno 2001
E’ SCOPPIATA... <ASEROPOLI> - RAFFICA DI ARRESTI
EMESSE 6 ORDINANZE DI CUSTODIA CUATELARE
Destinatari l’ex consigliere comunale Paolo Ruffini (Dem. Eur.), gli ex assessori Rodolfo Proietti Zaccaria (Sdi) e Michele Conte, l’ex sindaco Maurizio Aureli, il suo vice Massimo Cervoni e l’ex capogruppo del Ccd Vincenzo Mauro
Nuova ondata di arresti, stavolta per l’affidamento all’A.Ser della gestione del ser- vizio tributi del Comune. A finire dietro le sbarre di Regina Coeli un ex consigliere comunale e due ex assessori della Giunta Aureli: Paolo Ruffini (capogruppo consi- liare in fasi diverse del Ppi, dei Democratici e di Democrazia europea), Rodolfo Proietti Zaccaria (Sdi) e Michele Conte (transitato dalla Lista Dini, al Ppi e infine al Ccd); destinatari di una ordinanza di custodia cautelare anche l’ex sindaco Mauri- zio Aureli, il suo vice Massimo Cervoni e l’ex capogruppo del Ccd Vincenzo Mauro (cognato di Conte), ai quali l’atto è stato recapitato in carcere, dove sono già detenuti per la vicenda giudiziaria relativa a presunte tangenti per il servizio di rsu.
Il blitz è scattato ieri mattina. I due ex assessori, a quanto si è saputo, sarebbero stati prelevati dalle rispettive abitazioni. Invece, Paolo Ruffini recentemente can- didato al collegio uninominale per la Camera dei deputati è stato tratto in arresto mentre si trovava all’interno del bar di famiglia, in via del Mare. Davanti ai carabi- nieri del Gruppo di Frascati e della Compagnia di Pomezia, pare che abbia osten- tato stupore e tranquillità; diversamente da alcune persone che, invece, all’esterno del locale hanno cercato in tutti i modi di impedire ai reporter di scattare delle foto. Per i sei indagati, l’ipotesi di accusa formulata dal Gip Luigi Trivellini della Procura di Roma è quella di corruzione aggravata.
Ad incastrarli, le numerose conversazioni intercettate dagli investigatori grazie ad una <cimice> collocata all’interno dell’abi- tacolo della lussuosa auto di Vincenzo Mauro. Così come le persone finite in pri- gione nelle due precedenti tornate, anche in questo caso si suppone che siano state elargite sostanziose mazzette pur di aggiudicarsi senza gara la gestione di tutte le entrate comunali tarsu, Ici, ecc.). Bustarelle che i pm titolari dell’inchiesta, Diana De Martino e Salvatore Filippo Vitello, ritengono siano state date a piene mani dalla Publiconsult (una delle società costituenti l’A.Ser). Quella di aderire alla già chiacchierata A.Ser fu una scelta che venne osteggiata duramente dall’ex vicesin- daco Antonio Di Carlo, il quale, nonostante il via libero all’A.Ser giunto il 4 agosto ’99 dal consiglio comunale, il 28 marzo 2000 si astenne dall’approvare la delibera di giunta n.139 ritenendo che vi fossero troppi lati oscuri, seguito in questa linea anche dall’assessore Antonio Ciccone. Il disco verde arrivò quindi solo con il voto favorevole del sindaco Aureli e degli assessori Cervoni, Zaccaria, Conte e Marchetti.
Venerdì 29 giugno 2001
DA DOVE E’ PARTITO IL FILONE D’INDAGINE SU <ASEROPOLI>
Quello sull’A.Ser è solo un nuovo filone di una indagine dalle proporzioni ben più vaste e ramificate. A dare il via a quello che sembra un <vaso di Pandora> è stata, nell’autunno scorso, l’operazione Bignè, volta a sman- tellare una banda criminale che agiva sul litorale romano. Proprio dalle in- tercettazioni di personaggi (anche politici) che si ritiene possano essere coinvolti in questo giro malavitoso è partito il primo filone, quello relativo alle presunte mazzette elargite dai due imprenditori Angelo Deodati e Ro- meo Caronti ad amministratori della Giunta Aureli.
A finire in manette, lo ricordiamo, il 6 giugno scorso, erano state dodici persone, compreso il pregiudicato catanese Giovanni Fresina che si sospet- ta sia l’autore di alcuni atti intimidatori nei confronti dell’ex consigliere co- munale Paolo Ruffini, ieri finito a sua volta in prigione per presunte busta- relle ricevute dalla Publiconsult. Oltre ai titolari della Ipi Srl e della Spe Srl, per l’<affare Gfm> poco meno di un mese fa le porte di Regina Coeli si aprirono per l’ex sindaco Aureli, il suo vice Cervoni, l’ex presidente del consiglio Manzi (Pri), gli ex consiglieri comunali Fiorenzo D’Alessandri (Ds), Di Giulio (Lega Soc.), Leonori (Udp), Valentini (Ccd), Mauro (Ccd), Schiumarini (Fi), Chiarello (An). L’unico ad essere stato rimesso in libertà è stato D’Alessandri, il quale ha trascorso una sola notte in carcere. Agli arresti domiciliari, invece, si trovano gli imprenditori Angelo Deodati (tra l’altro patron del Latina calcio) e Romeo Caronti (titolare della Spe Srl di Ardea), l’ex consigliere socialista Enio Di Giulio (con permesso di uscire di casa per recarsi al lavoro nel suo bar di via Naro) e l’ex consigliere allean- zino Francesco Chiarello. Il Tribunale del Riesame ha invece respinto il ri- corso presentato dai legali di Aureli, Cervoni e Valentini, per i quali, per- tanto, si profila una detenzione non certo breve.
Sabato 30 giugno 2001
Nuova bufera giudiziaria su un affidamento molto contestato
Aser, adesso hanno paura
Si attendono ulteriori sviluppi nell’inchiesta sui tributi: forse un’altra ondata di arresti. E la società cambia sede
Dopo l’ultima ondata di arresti per mazzette che sarebbero state elargite ad ex am- ministratori per ottenere la gestione dei tributi comunali, in città in molti si attendono ulteriori sviluppi. Non è infatti così improbabile che già nelle prossime ore, o al più tardi entro la settimana entrante, altre persone possano finire in manette. D’altronde, a Regina Coeli si trovano sei persone (l’ex sindaco Maurizio Aureli, il suo vice Massimo Cervoni, gli ex assessori Michele Conte e Rodolfo Proietti Zaccaria, gli ex consiglieri comunali Paolo Ruffini e Vincenzo Mauro) ritenute dalla Procura di Roma i destinatari delle bustarelle milionarie, mentre ancora non è dato sapere con certezza chi della Publiconsult (società dell’Aser) sia stato a far recapitare il denaro per <incentivare> l’affidamento del servizio. Intanto, poche ore prima del blitz effettuato a Pomezia dai carabinieri del Gruppo Frascati, al comando del Co- lonnello Enrico Cataldi, l’Aser ha spostato i suoi uffici dal centro storico alla peri- feria. Un trasferimento obbligato, visto che entro il 31 maggio doveva lasciare liberi i locali (circa 115 metri quadrati, al piano terra dell’ex <Casa del fascio>, in piazza Indipendenza) che il Comune aveva concesso in affitto alla società al massimo per un anno, previo il pagamento di un canone mensile di 2.300.000; sarebbe dovuta essere una sistemazione provvisoria in quanto in tempi brevi, aveva assicurato all’e- poca Gianluca Faraone, direttore della sede dell’Aser di Aprilia e responsabile per l’area di Pomezia, sarebbe stata trovata una sede idonea. Invece solo il 25 giu- gno scorso l’Aser ha traslocato. Curiosamente, però, ha scelto di aprire l’ufficio tri- buti all’interno delle palazzine dell’Immobiliare Pettirosso; complesso al centro di uno dei più famosi contenziosi in atto a Pomezia e sul quale, a quanto si è saputo, è alta anche l’attenzione della magistratura.
Da http://utenti.lycos.it/pomeziacity/html/html/pomeziopoli.html
Santini chiede il rito abbreviato e la spunta
Accuse infondate
Dopo tre
anni, tanti sono passati da quando scoppiò la tangentopoli pometina, sono 18 i
rinviati a giudizio tra ex amministratori ed imprenditori con l’ipotesi di
corruzione aggravata. Ricordiamo che nel frattempo l’ex sindaco Maurizio
Aureli, unitamente all’ex vicesindaco Massimo Cervoni e agli ex consiglieri
comunali Fiorenzo D’Alessandri e Paolo Valentini, hanno patteggiato la pena e
sono stati condannati. Degli altri indagati è stato assolto Luca Santini
Muratori, ex capogruppo di Rifondazione Comunista, che aveva chiesto il rito
abbreviato, e sono stati prosciolti otto ex consiglieri comunali: Claudio
Caponetti, Italo Nobili, Ubaldo Calzetta, Caterina Iacuaniello, Fabrizio De
Lorenzi, Gianfranco Carletti, Gaetano Penna e Luigi Lupo. Nell’udienza
preliminare del 26 ottobre davanti al GUP Cecilia Demma sono invece stati
rinviati a giudizio i seguenti ex consiglieri comunali: Renzo Antonini, Massimo
Ciccolini, Luigi Celori, Francesco Chiariello, Enio Di Giulio, Flavio Leonori,
Roberto Mambelli, Roberto Manzi, Vincenzo Mauro, Paolo Ruffini, Omero
Schiumarini e Pietro Toce.
Rinviati
a giudizio anche gli ex assessori Stefano Marchetti e Rodolfo Zaccaria Proietti
e gli imprenditori Enrico Pastina, Romeo Caronti, Angelo Deodati e Giuseppe
Saggese.
Le
vicende che dovranno essere chiarite in tribunale riguardano diversi filoni
d’indagine: l’affidamento diretto della raccolta dei rifiuti al consorzio
GFM; la vicenda Aser; la risoluzione del contenzioso Arcalgas. La prima udienza
del processo è prevista il 26 ottobre prossimo davanti alla ottava sezione
penale del tribunale di Roma. E ancora una volta ci teniamo a ribadire che
essere stati rinviati a giudizio non significa essere colpevoli; bisogna
attendere le sentenze prima di imprimere il marchio dell’infamia a qualcuno.
Questo atteggiamento deve essere sostenuto con forza e serenità specialmente
ora, di fronte all’assoluzione di un ex consigliere comunale ed il
proscioglimento di altri otto. Tutto ciò dà infatti ragione a chi, fin dalla
prima ora, non si è unito al coro di quelli che in piazza e sulle colonne di
alcuni giornali si erano accreditati il diritto di giudicare e condannare senza
possibilità di appello. E quindi ha avuto ragione chi si è limitato a
raccontare i fatti, aspettando, come sempre deve avvenire in un stato
democratico, il pronunciamento della magistratura.
Vincenzo
Scafuro
http://www.pontino.it/pn11_04/pnpom07.htm
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