Comitato Promotore del Parco del Sughereto

 

 

 

NON SI COSTRUISCA DAVANTI AL SUGHERETO

 

Il Comitato Promotore del Parco del Sughereto di Pomezia ribadisce che il proprio unico obiettivo consiste nella creazione del Parco del Sughereto con la più ampia perimetrazione possibile. Questo per la tutela delle specie vegetali ed animali (sia stanziali che di passaggio) in esso presenti, prima fra tutte la meravigliosa e delicatissima quercia da sughero.

Come spesso ricordato, numerosi studi accademici e la stessa accurata Relazione Tecnica commissionata 10 anni fa al Dott. Agronomo Domenico Pollastro dal Comune di Pomezia, ci dicono che la sughera, specie rara di cui il nostro bosco è una traccia residua che va tutelata in ogni modo. Per sopravvivere e svilupparsi ha bisogno di un ambiente climatizzato da un continuo ricambio di aria umida proveniente dal mare. Non deve essere circondato da costruzioni, come già in larga parte è stato fatto intorno alla sughereta di Pomezia, ma soprattutto non può avere costruzioni che si frappongano fra sé ed il mare. In caso contrario si prefigura un cupo scenario che vedrebbe un rapido impoverimento delle querce da sughero, preludio alla tragica estinzione di un bosco millenario nel giro di pochi anni.

Al di là dell’aspetto naturalistico, che ci preme particolarmente, bisogna fermarsi a valutare cosa comporterebbe per Pomezia la perdita di questo bosco. Un amministratore oculato non può nascondere la testa sotto terra come uno struzzo, ma deve considerare ed affrontare il problema. Pomezia è già ora una delle città più inquinate d’Italia (e stupisce che ancora non vengano effettuati costanti monitoraggi volti ad accertarne e prevenirne le cause), ma non scordiamo che gli inquietanti rilevamenti statistici venuti fuori di recente mostrano un’elevata e crescente propensione verso le malattie tumorali e quelle polmonari.

In queste condizioni appare paradossale che noi stessi abitanti di questa città invece di cercare soluzioni, mettiamo a rischio l’unico piccolo polmone verde residuo, capace di filtrare l’aria, il solo che ogni notte ci rifornisce di aria pulita!

Non solo, ma ad una città povera di servizi e spazi comuni, ma intasata di traffico, spazzatura e discariche da tutte le parti, con le fogne al tracollo, le scuole che rifiutano le iscrizioni e i mille altri problemi irrisolti che si trascina, andiamo ad imporre un carico di ulteriori 10.000 abitanti?! Con relativo sovraccarico esponenziale per quanto appena detto…

Tutto ciò senza considerare l’altro aspetto legato a quest’area, troppo spesso trascurato eppure parimenti rilevante: l’ archeologia, certamente affascinante e sicura fonte di turismo, destinata a  riservarci grosse sorprese.

 

Il CPPS ritiene che sia giunto il tempo che la necessaria lungimiranza dell’amministrazione pometina prevalga sulla miopia degli immediati guadagni miliardari che la Convenzione Parsitalia frutterebbe ai soliti noti (e a chi li favorisce?), a discapito però del disastro per il bosco e di enormi costi e disagi per l’intera comunità. Confida che Sindaco e Giunta trovino la forza e la capacità per superare le beghe interne e andare oltre la difesa di eventuali vantaggi (diretti o indiretti) di qualcuno, consentendo al maggiore interesse cittadino di riguadagnare subito il bosco alla nostra città, mediante una coraggiosa azione politica, la sola che può e deve immediatamente restituire il bosco ai cittadini: la REVOCA della CONVENZIONE e la conseguente rapida MESSA IN TUTELA del PARCO.

Mai come in questo caso, l’interesse collettivo deve prevalere su quello dei privati.

 

    Pomezia, 24 Settembre 2006