Estratto dalla relazione Relazione 2005 sulle infiltrazioni mafiose
nel Lazio alla Commissione speciale per la sicurezza del Consiglio
regionale del Lazio, dell'Associazione"Antonino Caponnetto" 
www.comitato-antimafia-lt.org

 

… omissis…..
Litorale a sud di Roma
Secondo il Procuratore della Repubblica di Velletri, - ma anche secondo la stampa locale - tutto il litorale laziale, compresi i Comuni di Anzio, Pomezia, Ardea, Lanuvio e Albano, è infiltrato dalla criminalità organizzata.
In una intervista a "il Caffè" n°30, ago/sett.2005, il Procuratore di Velletri parla "di una infiltrazione di carattere camorristico e/o mafioso, soprattutto nelle zone di Pomezia, Anzio e Nettuno dove sicuramente ci sono collegamenti mafiosi"; e aggiunge: "le forze dell’ ordine ci hanno presentato dei quadri abbastanza precisi della situazione riguardante commistioni tra pubblica amministrazione e malavita".
Ripetutamente questa Associazione, insieme agli amici del Comitato di Coordinamento Antimafia Anzio-Nettuno, ha richiesto al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia sen. Centaro, di Forza Italia, un’ audizione per l’esame della situazione. Purtroppo, a distanza di mesi, siamo ancora in attesa di un riscontro.
Già da tempo la nostra Associazione, a sostegno del "Coordinamento Antimafia Anzio-Nettuno", aveva denunciato la pesante situazione di infiltrazione mafiosa nelle istituzioni della città di Nettuno. A riprova della fondatezza di quelle denunce vi sono le recenti inchieste sia della Commissione di accesso –nominata dal Prefetto di Roma a
seguito delle interrogazioni presentate da vari parlamentari del Centro-Sinistra che denunciavano contatti fra esponenti politici locali e  regionali del Centro-Destra e pregiudicati nel traffico di droga, oltrechè la nomina di un amministratore della casa di riposo, poi arrestato in un’operazione anti "ndrangheta" e una serie di attentati
intimidatori ai danni di personaggi politici locali- che della DDA. Ad ulteriore conferma delle nostre antiche preoccupazioni in ordine ai presunti rapporti fra personaggi della criminalità organizzata e politici ci sono le indagini condotte dai ROS e l’inchiesta del pm Francesco POLINO sull’organizzazione di una cosca mafiosa "ndrina"
operante sul territorio con numerosi affiliati. Lo stesso magistrato metteva in risalto l’operato di tale cosca sia
nel campo delle estorsioni, che nel traffico di droga e armi, oltrechè sul piano degli appalti degli enti pubblici.
Arriviamo all’operazione contro il clan Gallace-Novella che ha portato in carcere 25 persone, tra cui Nicola Peronace e Aldo Ludovici che, nominato dalla giunta comunale di Nettuno, è stato fino a qualche tempo
fa membro del Consiglio di Amministrazione della casa di riposo di cui sopra.
 
Ma come ha fatto la Regione Lazio ad erogare un finanziamento di 650.000 Euro per la realizzazione di una Casa denominata "OIKOS 2" di proprietà di Franco D’Agapiti esponente di spicco della criminalità organizzata condannato a sei anni di reclusione???
Esiste, quindi, un "caso Nettuno". Il primo capitolo, noto ai più, riguarda il Porto costruito negli anni Ottanta con un progetto approvato e definito per circa 200 posti barca e di cui l’attuale consiglio comunale stava per approvare l’ampliamento e la destinazione in concessione fino al 2033 senza che questo argomento fosse stato mai
inserito nella programmazione dei lavori pubblici e, soprattutto, senza stabilire il dovuto confronto mediante la Conferenza di Servizi, così come previsto dalla legge quadro sui LL.PP. Oltre alla questione del Porto, l’opposizione ha denunciato anche quella delle "Torri faro" (torri per antenne di telefonia mobile). All’inizio dell’attuale consiliatura esistevano due contratti per due siti, contratti stipulati con l’Enel-sole (già previsti in precedenza e che rientravano nei 10 siti attuabili). Ma poi avviene una cosa incredibile: si scopre, infatti, che altri tre siti, con contratti che portano lo stesso numero di protocollo comunale di quelli con l’Enel, sono stati concordati con la società Immobile S.r.l., che ha nel suo Consiglio di Amministrazione un consigliere di Genzano. Inoltre, il prezzo a cui veniva concesso all’Immobile S.r.l. il terreno per l’ impianto era scandaloso: 59,68 euro all’anno per 12 anni. Non meno importante è la storia dell’appalto affidato alla Società "Nettuno Servizi" per la riscossione dei tributi per conto del Comune di Nettuno, appalto per il quale lo stesso Comune si trova in gravi difficoltà di cassa (dossier giacente presso la Corte dei Conti e la Procura della Repubblica di Velletri). Con l’intento di combattere l’evasione, per l’ accertamento della quale veniva indetta una gara vinta poi dalla società Publiconsult (siamo all’incirca nel 1997); successivamente la Publiconsult presentava un rapporto sull’evasione che veniva quantificata in circa 21 miliardi di vecchie lire e per tale
lavoro venne pagato alla società un compenso del 30% della somma accertata.
Dopo di ciò è stata fatta una gara vinta dalla Nettuno Servizi (due contratti, uno pubblico per il 51% e uno privato per il 49% che appartiene ad una unica società: la Sangiorgio di Chiavari, ex Publiconsult) che inizialmente doveva occuparsi solo del monitoraggio sull’evasione fiscale ma che, invece, risulta prevedere anche la riscossione dei tributi con un aggio del 30% sugli stessi. Il contratto scadrà nel 2019. Ma il problema non riguarda, però, solo Nettuno.
Per quanto riguarda specificamente il Comune di Ardea (che comprende, si badi, buona parte del litorale a sud della Capitale, da dopo Torvajanica fino a Colle Romito e i complessi di Banditella, Nuova California etc.), va sottolineato che esso risulta uno dei più disastrati non solo della provincia di Roma ma di tutto il Lazio. Una crescita disordinata, avvenuta negli ultimi 10-15 anni (dagli iniziali 7000 abitanti, negli anni ’70, agli attuali 40.000) si è
sposata alla provata inettitudine (o peggio) degli amministratori che si sono succeduti: per 30 anni senza scuole, fogne, illuminazione etc. La cattiva amministrazione ha portato il Comune, nel 1993, a dichiarare dissesto economico (cioè fallimento), il che ha portato all’ amministrazione controllata. Tale dissesto era stato determinato dall’uso dissennato del pubblico denaro, uno sperpero per varie parcelle di avvocati, tecnici, consulenti: amici degli amici dei maggiorenti del luogo: una sorta di "cupola". In un tessuto sociale siffatto, afflitto da un degrado rilevante, alla corruzione si somma un elemento pericoloso: la permanenza, fin dagli anni ’50, di esponenti della mafia del livello di Frank "tre dita" Coppola, soggetti di attrazione di altri malavitosi che si sono insediati sul territorio investendo i loro capitali di origine illecita.
Il quadro relativo al funzionamento della Pubblica Amministrazione è desolante.
La politica delle privatizzazioni, avviata negli anni 80 non ha fatto altro che rinforzare le logiche affaristiche.
Facciamo l’esempio del gasdotto: un’opera privata al servizio della società Fiamma 2000 (alla quale pare sia interessato un ministro di un precedente Governo), società che attualmente riempie le bombole di gas,
e che vuole realizzare un gasdotto (al quale aveva firmato la concessione l’allora commissaria prefettizia, dott.ssa Basilone) che va dalla sede della società, in Via Pontina vecchia e, costeggiando il
Fosso dell’Incastro (pipe-line) fino a un miglio dal mare, dove arriverebbero le "gasiere" (navi container per gas). La Fiamma 2000 risparmierebbe così nelle spese di trasporto, assestando, però, un colpo mortale all’ambiente ed al prezioso patrimonio archeologico di cui dispone il territorio. Infatti, il Fosso dell’Incastro ha di fronte gli antichi insediamenti dei Rutuli, dove sono in corso scavi archeologici con 900.000 euro e un altro milione e mezzo già stanziati per il prosieguo. Inoltre la pipe-line costeggia tre scuole, il museo Manzù, rompe l’ alveo del Fosso e finisce – come detto prima – in un sito archeologico. Su questa vicenda è stata fatta denuncia alla Procura della Repubblica
di Velletri e un consigliere DS, è stato indagato.
Esiste, inoltre una relazione della Guardia di Finanza e della Commissione prefettizia, giacente presso la Procura di Velletri e presso la Corte dei Conti sulla questione IDRICA (ex Clorifati) dove si riscontra – dopo una ricognizione effettuata – una inosservanza delle leggi sulle modalità di assegnazione dell’appalto (avvenuto nel ’90, sindaco Mariano Amici, vicesindaco Giancarlo De Angelis) e una successiva gestione altrettanto anomala. Tale relazione era stata inviata dal Prefetto Serra, in via riservata, il 2 maggio scorso all’ attuale Sindaco Eufemi (centrodestra) con una lettera che il giornale "Il Resto" ha pubblicato mercoledi’ 28 settembre scorso. Il Sindaco, ha saputo soltanto replicare, in consiglio comunale, che "queste sono operazioni sporche della stampa", glissando il problema e chiedendo la solidarietà del consiglio comunale contro gli attacchi subiti.
Il sostituto procuratore di Velletri, Trivellino, si è occupato, sia due anni fa che lo scorso anno, di alcuni filoni di inchiesta per reati amministrativi nel comune di Ardea, tra i quali l’inchiesta sullo scandalo del cimitero (morti trovati disseppelliti) per il quale la Procura sospetta tangenti, ricatti, ecc.
Questi sono alcuni degli innumerevoli episodi che dimostrano l’emergenza sociale, politica e l’assoluta mancanza del senso della legalità di un Comune che dovrebbe essere messo sotto strettaosservazione da parte della Regione Lazio.
A corredo di quanto sopra, evidenziamo i giudizi espressi dal giornalista geom. Luigi CANTORE in una recente denuncia alla locale stazione dei Carabinieri sul clima di intimidazione esistente ad Ardea, oltrechè le dichiarazioni del capogruppo consiliare della Margherita Antonino ABBATE in una delle ultime riunioni del Consiglio Comunale, il
quale, dimettendosi da presidente della Commissione trasparenza ha denunciato minacce e intimidazioni ai danni di quanti ricoprono responsabilità amministrative e politiche. Per la situazione drammatica esistente ad Ardea abbiamo chiesto la nomina di una Commissione d’accesso da parte del Prefetto di Roma che però continua a tacere.


Infine, per quanto riguarda il Comune di Pomezia, già agli onori della cronaca nel 2001 per le vicende della "Pomezia Connection" (per la quale, oltre a 13 amministratori comunali, è stato arrestato tal Marinelli, esponente della "banda della Magliana"), segnaliamo la recente approvazione di una lottizzazione, per 500.000 metri cubi di
cemento, nella sughereta, da parte del Commissario prefettizio, nominato un mese fa, dopo la caduta (con la firma dei consiglieri comunali) del Sindaco ed europarlamentare di Forza Italia, Zappalà, il quale, a suo tempo, dette parere favorevole allo scempio. Piuttosto singolare risulta la scelta del Commissario Prefettizio di avere svolto il suo incarico usufruendo della collaborazione dell’intero staff di Zappalà.
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